Adenoma prostatico con cisti

E’ nota da tempo l’azione di sollievo dei sintomi irritativi ed ostruttivi da IPB, soprattutto in fase iniziale o in presenza di componenti flogistiche, determinata da principi attivi di origine vegetale quali l’estratto della Serenoa Repens o del Pigeum Africanum, attraverso un’azione combinata di riduzione delle componenti statiche e dinamiche dell’ostruzione, insieme ad una attività antinfiammatoria e decongestionante. Recentemente sono entrati in commercio come integratori numerosi preparati in cui estratti di Serenoa Repens sono variamente combinati con altri estratti vegetali ad azione antiflogistica. Questi integratori possono avere un ruolo di supporto soprattutto nei casi in cui si sospetta la presenza di uno stato flogistico prostatico alla base di una sintomatologia con più importante componente irritativa; un problema può essere rappresentato dalla possibile incostanza delle dosi di principio attivo presente nelle diverse preparazioni.

Da quanto detto si comprende quanto sia importante una diagnosi tempestiva di ostruzione da IPB e la definizione dello fase in cui si trova la malattia. Gli obiettivi della diagnostica strumentale in un paziente con (sospetta) IPB sono essenzialmente di ordine morfologico, cioè avere informazioni su dimensioni e struttura di prostata (e vescica), e di ordine funzionale, cioè avere una misura di quanto la prostata ingrandita interferisca sulla funzionalità del basso apparato urinario.

Adenomi di dimensioni molto grandi, invece, non sono efficacemente trattabili mediante la resezione endoscopica, in quanto comporterebbero tempi operatori troppo lunghi, rischio di sanguinamento elevato e probabilità di non asportare tutto il tessuto adenomatoso, con comnseguente maggior rischio di recidiva; al contrario questi adenomi di norma sono asportabili con migliori risultati con l’intervento di adenomectomia a cielo aperto.

Il problema principale nell’uso in terapia dei primi alfa litici (doxazosina) era correlato alla azione contemporanea sui recettori alfa vascolari, che determinava una azione ipotensivizzante a volte utile e sfruttabile in terapia, ma spesso indesiderata e mal tollerata. Via via sono comparse in commercio altre molecole caratterizzate da una sempre maggiore selettività per i sottotipi recettoriali alfa presenti sulla muscolatura liscia urinaria, e quindi gravati da una minore incidenza di effetti indesiderati cardiovascolari: terazosina, alfuzosina, tamsulosina, fino all’ultima molecola uscita silodosina. Effetti cardiovascolari a parte, l’effetto indesiderato più frequentemente lamentato in seguito all’assunzione degli alfa litici, soprattutto delle molecole più recenti, è l’eiaculazione retrograda, determinato dalla incapacità del collo vescicale di chiudersi sotto stimolo alfa adrenergico durante il rapporto sessuale e il riflesso eiaculatorio; i pazienti dovrebbero essere preventivamente informati su questo effetto, comunque reversibile alla sospensione del farmaco.

Il testosterone agisce sulla ghiandola prostatica dopo essere stato trasformato da un enzima presente nelle stesse cellule ghiandolari prostatiche, la 5 alfa reduttasi, nel suo metabolita attivo 5-idrossi-testosterone. Sono disponibili in commercio inibitori dell’enzima 5 alfa reduttasi in grado di ridurre l’azione del testosterone sulla ghiandola prostatica senza alterare i valori circolanti di testosterone, e quindi senza alterare l’azione del testosterone sugli altri organi bersaglio; l’inibizione così ottenuta dello stimolo androgenico sulla prostata provoca una riduzione del trofismo ghiandolare con una certa riduzione della componente ostruttiva, riduzione più evidente negli adenomi di volume importante. I principi attivi disponibili in commercio sono la finasteride e la dutasteride, quest’ultima caratterizzata da un’azione su entrambi i sottotipi enzimatici della 5 alfa reduttasi. I principali inconvenienti di questa soluzione terapeutica sono la necessità di terapie di lunga durata per ottenere risultati terapeutici e la presenza (seppur non frequente) di effetti indesiderati a carico della sfera sessuale quali calo della libido e deficit erettile, dovuti ad una azione del 5 idrossitestosterone a livello del sistema nervoso centrale. Un altro problema correlato con l’utilizzo di questi farmaci è la riduzione dei valori di PSA, di norma di circa il 50%, da tenere in considerazione soprattutto nella valutazione di pazienti con PSA borderline.

Un esame funzionale molto semplice e non invasivo è la uroflussometria: il paziente viene invitato a mingere in un apparecchio che misura e riporta su un grafico il flusso urinario libero. L’analisi del grafico fornisce una prima valutazione dell’entità dell’ostruzione, anche se ovviamente l’entità del flusso è funzione non solo delle resistenze a livello cervico-uretrale, ma anche della pressione a monte esercitata dalla vescica, non valutrabile con questo esame. Un flusso basso, prolungato, magari con degli spikes che corrispondono alle contrazioni ritmiche del torchio addominale utilizzato dal paziente per svuotare la vescica è indice di ostruzione.

Il “basso apparato urinario”

I sintomi di riempimento o irritativi sono anche tipici delle patologie flogistiche/infettive, tipicamente le prostatiti nell’uomo e le cistiti nella donna.

Nonostante l’efficacia delle terapie mediche, molti casi di IPB devono essere risolti endoscopicamente o, più di rado, mediante chirurgia a cielo aperto. In generale, l’indicazione alla disostruzione si pone quando la terapia medica non è sufficiente a garantire lo svuotamento completo a basse pressioni, il controllo dei sintomi, la prevenzione delle complicanze.

1 cpr al mattino . 1 alla sera ore 22,00

Il reflusso di urina infetta nei dotti prostatici che si riversano nell’uretra posteriore ГЁ un meccanismo importante per la prostatite acuta /cronica batterica.
Lo studio delle calcificazioni prostatiche dette anche calcoli prostatici ha dimostrato che molti costituenti di questi calcoli si ritrovano solamente nelle urine e NON nelle secrezioni prostatiche.

1 bustina tutti i giorni per sei mesi

1 bustina al mattino . 1 alla sera ore 22,00 per sei mesi

CALCIFICAZIONI PROSTATICHE IN GIOVANI
(con sensazione di peso o dolore perineale )

Verificare a tre mesi i risultati della cura con ecografia transrettale
o con la clinica sul dolore

Verificare a tre mesi i risultati della cura con ecografia transrettale

CALCIFICAZIONI DA REFLUSSO
(in genere negli anziani)

Quelle periadenomatose , localizzate intorno all’ipertrofia che si sviluppa dalla zona di transizione (adenoma prostatico) ed in genere visibili nel soggetto adulto- anziano , sono riferibili a precipitazioni di sali all’interno di acini o dotti compressi dall’adenoma stesso (vedasi reflusso intraprostatico di urina favorito dalla ritenzione cronica presente nel prostatico), non danno sintomi (anche se il paziente ГЁ gia affetto da quelli dovuti alla ipertrofia prostatica).