Carcinoma intracapsulare alla prostata: la recidiva è alta

La prostatectomia radicale rimane l’opzione terapeutica che offre le migliori possibilità di guarigione a lungo termine. Se confrontata con altre modalità terapeutiche come la radioterapia, l’intervento chirurgico presenta il vantaggio di poter ottenere una stadiazione patologica dettagliata tramite l’esame istologico dell’organo asportato. Nel caso l’esame istologico definitivo indichi la presenza di un carcinoma prostatico localizzato (confinato all’interno della capsula prostatica), la sopravvivenza libera da recidive a 10 anni è superiore al 90 percento.

Come incidono l’età e le condizioni di salute della persona affetta sulle decisioni terapeutiche ?

Uomini di età avanzata con un’aspettativa di vita limitata a causa di malattie concomitanti e uomini con piccoli tumori di basso grado, ovvero di scarsa aggressività biologica sulla base del punteggio di Gleason ottenuto dall’esame istologico della biopsia prostatica.

Se ha eseguito le visite urologiche ogni anno a partire dai 50 anni, si tratterà molto probabilmente di un tumore in stadio iniziale, da cui potrà guarire. Per decidere la terapia più appropriata bisognerà considerare lo stadio ed il grado del tumore, l’età e le condizioni di salute della persona affetta.

La chirurgia, la radioterapia e la cosiddetta vigile attesa.

Sulla base delle informazioni ottenute dall’esplorazione rettale, dal valore del PSA, e dal grado di differenziazione biologica delle cellule tumorali (punteggio di Gleason) ottenuto dall’esame istologico della biopsia prostatica. Basandosi su questi parametri è possibile predire, in maniera abbastanza accurata, le probabilità che il tumore sia ancora confinato entro la capsula prostatica (carcinoma localizzato) o se si sia già esteso oltre la prostata (carcinoma extra-capsulare). Tuttavia, tanto più giovane è il paziente, tanto meno accurato è il valore predittivo dei parametri suddetti, in quanto, sebbene lentamente, il carcinoma prostatico tende a progredire e dare metastasi ai linfonodi ed alle ossa. Quindi, nei pazienti molto giovani è consigliabile sempre e comunque la terapia curativa più efficace.

Qual’ è l’efficacia della prostatectomia radicale in termini di guarigione dalla malattia ?

Carcinoma prostatico: terapia

Significa controllare l’evoluzione della malattia nel corso degli anni, senza intervenire con una terapia immediatamente, ma solo al progredire del tumore. Il carcinoma prostatico è infatti un tumore a lenta crescita e molti uomini di età avanzata non moriranno mai a causa del carcinoma ma a causa di altre malattie come portatori sani del tumore stesso, che non avrà avuto il tempo di manifestarsi clinicamente.