Carcinoma prostatico farmaci

Come incidono l’età e le condizioni di salute della persona affetta sulle decisioni terapeutiche ?

Come si fa ad essere sicuri che il carcinoma prostatico è allo stadio iniziale ?

Uomini di età avanzata con un’aspettativa di vita limitata a causa di malattie concomitanti e uomini con piccoli tumori di basso grado, ovvero di scarsa aggressività biologica sulla base del punteggio di Gleason ottenuto dall’esame istologico della biopsia prostatica.

Quanto sono utili gli esami di diagnostica per immagini come la tomografia computerizzata (TC), la risonanza magnetica (RMN) e la scintigrafia ossea nella stadiazione del carcinoma prostatico ?

La prostatectomia radicale rimane l’opzione terapeutica che offre le migliori possibilità di guarigione a lungo termine. Se confrontata con altre modalità terapeutiche come la radioterapia, l’intervento chirurgico presenta il vantaggio di poter ottenere una stadiazione patologica dettagliata tramite l’esame istologico dell’organo asportato. Nel caso l’esame istologico definitivo indichi la presenza di un carcinoma prostatico localizzato (confinato all’interno della capsula prostatica), la sopravvivenza libera da recidive a 10 anni è superiore al 90 percento.

Tutti i pazienti con carcinoma prostatico localizzato che hanno un’aspettativa di vita di almeno 10-15 anni.

Carcinoma prostatico: terapia

Se il tumore è localizzato entro la prostata e l’aspettativa di vita è superiore ai 10-15 anni, a prescindere dall’età anagrafica e considerando le eventuali malattie concomitanti, si possono proporre opzioni terapeutiche curative, con tassi di guarigione a cinque anni di oltre il 90 percento. Al contrario, non è logico proporre una terapia curativa ad un signore di 75 anni in scadenti condizioni generali. Arrivato alla sua età, la lenta progressione di questa neoplasia, specie se localizzata, fa sì che questi abbia molte più probabilità di morire con piuttosto che per il carcinoma. Quasi come un portatore sano della malattia.

Sulla base delle informazioni ottenute dall’esplorazione rettale, dal valore del PSA, e dal grado di differenziazione biologica delle cellule tumorali (punteggio di Gleason) ottenuto dall’esame istologico della biopsia prostatica. Basandosi su questi parametri è possibile predire, in maniera abbastanza accurata, le probabilità che il tumore sia ancora confinato entro la capsula prostatica (carcinoma localizzato) o se si sia già esteso oltre la prostata (carcinoma extra-capsulare). Tuttavia, tanto più giovane è il paziente, tanto meno accurato è il valore predittivo dei parametri suddetti, in quanto, sebbene lentamente, il carcinoma prostatico tende a progredire e dare metastasi ai linfonodi ed alle ossa. Quindi, nei pazienti molto giovani è consigliabile sempre e comunque la terapia curativa più efficace.

Il cancro alla prostata è una neoplasia tipica dell’età senile, e rappresenta sicuramente uno dei tumori più comuni nell’uomo. Proprio come altre tipologie di cancro (es. carcinoma epatico), anche quello alla prostata avanza assai lentamente, ostacolandone la diagnosi precoce.

Le opzioni terapeutiche volte al trattamento del tumore alla prostata dipendono dal grado di evoluzione del cancro e dalla localizzazione delle cellule malate: certo è, per esempio, che la terapia mirata per il cancro circoscritto alla prostata è diversa da quella impiegata per curare il cancro alla prostata nello stadio avanzato (metastasi).
In linea di massima, le opzioni terapeutiche possibili sono:

Come per la stragrande maggioranza dei tumori, anche per quello alla prostata non è ancora stata individuata una causa univoca e precisa. Ad ogni modo, si sono osservati alcuni fattori di rischio per la comparsa della neoplasia: età avanzata (>55 anni), predisposizione genetica, razza caucasica, dieta squilibrata (intesa come regime alimentare), ricca di grassi saturi e carente di frutta e verdura.

  1. Prostatectomia radicale (asportazione della prostata e delle vescicole seminali)
  2. Radioterapia a fasci esterni (impiego di raggi X ad elevata energia)
  3. Brachiterapia prostatica permanente: terapia mininvasiva che consiste nell’impiego di radiazioni ad alta frequenza in grado di colpire solamente il tessuto danneggiato, senza intaccare le altre strutture circostanti
  4. Terapia ormonale soppressiva con un analogo della gonadorelina
  5. Blocco androgenico + assunzione di un analogo della gonadorelina
  6. Chemioterapia con Docetaxel o con altri chemioterapici
  7. Resezione chirurgica

Tra i farmaci impiegati in terapia contro il cancro alla prostata, quelli di tipo ormonale rivestono sicuramente un ruolo di primo piano:

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro il tumore alla prostata, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato e alla sua risposta alla cura:

Le informazioni sui Cancro alla Prostata – Farmaci per la Cura del Cancro alla Prostata non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Cancro alla Prostata – Farmaci per la Cura del Cancro alla Prostata.

Farmaci chemioterapici nel trattamento del cancro alla prostata

Anche se l’intensità e la tipologia dei sintomi dipendono dallo stadio di evoluzione del tumore, la malattia tende a progredire in maniera piuttosto lenta; tra i sintomi più frequenti si ricordano: dolore articolare, eiaculazione dolorosa, fragilità ossea, tendenza ad urinare poco e spesso, sangue nelle urine ed emissione lenta dell’urina.

Esclusi i carcinomi della cute, il tumore della prostata è il più comune negli uomini italiani e purtroppo spesso non si manifesta attraverso sintomi precoci, mentre nelle fasi più avanzate può diventare causa di diversi disturbi legati alla minzione.

Il primo esame con cui si valuta la salute della prostata è l’esplorazione rettale, condotta attraverso l’inserimento di un dito coperto da un guanto e successivamente lubrificato all’interno del retto del paziente, al fine di valutare la dimensione della ghiandola.

Ha le dimensioni di una noce e circonda parte dell’uretra (il dotto che espelle l’urina dalla vescica). La sua funziona risiede principalmente nella produzione di un liquido che costituisce parte dello sperma.

  • difficoltà ad iniziare la minzione,
  • necessità di urinare spesso,
  • dolore quando si urina,
  • sangue nelle urine o nello sperma,
  • disfunzione erettile,
  • sensazione di non riuscire a urinare completamente.

Se il tumore non si è ancora diffuso dalla prostata ad altre parti del corpo, il medico vi potrebbe consigliare:

Questo tumore è uno dei più diffusi tra gli uomini, ma la prognosi (possibilità di guarire) è molto buona quando lo si diagnostica in tempo.

  • Vigile attesa, nota anche come sorveglianza attiva. Se la crescita del tumore è lenta e non dà problemi, potreste decidere di non curarlo, ma il medico dovrà monitorare regolarmente eventuali cambiamenti delle vostre condizioni. Gli uomini più anziani che hanno anche altri problemi di salute spesso scelgono questa possibilità.
  • Intervento chirurgico. L’intervento chirurgico più frequente rimuove tutta la prostata e alcuni tessuti circostanti. Come per qualsiasi altro intervento, ci sono dei rischi. Chiedete al medico se sarà possibile preservare una corretta funzionalità sessuale.
  • Radioterapia. Questa terapia usa raggi X ad alta energia per uccidere le cellule tumorali e arrestare quindi lo sviluppo del tumore. Chiedete al medico di illustrarvi gli eventuali effetti collaterali.
  • Terapia ormonale. Coloro che sono sottoposti alla radioterapia possono anche essere curati con farmaci che bloccano la produzione di ormoni, consigliati quando c’è probabilità che il tumore si ripresenti. La terapia ormonale è anche indicata quando il tumore alla prostata è arrivato a colpire anche altre parti del corpo.

La terapia del tumore alla prostata varia a seconda che il tumore sia limitato alla ghiandola o si sia già diffuso in altre parti del corpo; ovviamente la cura dipende anche dalla vostra età e dallo stato di salute generale.

La prostata è una ghiandola del sistema riproduttore maschile situata sotto la vescica (l’organo che raccoglie ed espelle l’urina) e davanti al retto (la parte inferiore dell’intestino).