Cura per prostatite senza farmaci

La prostatite batterica acuta è caratterizzata da una infiammazione improvvisa della prostata, dovuta ad una infezione di origine batterica; questa forma di prostatite è poco diffusa, tuttavia i sintomi di questo disturbo sono, in genere, piuttosto acuti.

Il termine prostatite viene utilizzato per indicare una condizione di infiammazione o di infezione della prostata, una ghiandola che fa parte dell’apparato genitale maschile; la causa più frequente della prostatite è l’infiammazione della prostata, tuttavia, in alcuni casi, la prostatite può essere di origine batterica: la prostatite batterica può manifestarsi in forma acuta, quindi come una infiammazione improvvisa e temporanea della prostata, o in forma cronica, quindi come una infezione ricorrente di questa ghiandola.

La prostatite batterica cronica è causata da infezioni frequenti delle vie urinarie, infatti i batteri che causano le infezioni del tratto urinario possono entrare a contatto con la ghiandola prostatica, causando la prostatite batterica cronica; è molto probabile che i primi sintomi di questa condizione cronica si manifestino molto tempo dopo l’entrata in circolo dei batteri.

La prima ipotesi circa una possibile prostatite viene avanzata dal medico, tuttavia, in genere, per una diagnosi più sicura si richiede il parere di un urologo, vale a dire di un medico specializzato nelle patologie del tratto urinario e dell’apparato riproduttivo maschile.
La diagnosi della prostatite, di solito, può essere effettuata sulla base dei sintomi riportati dal paziente, tuttavia, essendo la maggior parte dei sintomi della prostatite comuni a numerose altre patologie delle vie urinarie, alcuni esami e analisi possono essere richieste per confermare la diagnosi.
I test diagnostici permettono non solo di confermare l’ipotesi di prostatite, ma soprattutto di individuare di quale forma di prostatite si tratti, comprendendone le cause specifiche; una diagnosi completa di prostatite è estremamente utile, in quanto, in base alle cause che hanno portato allo sviluppo di questo disturbo, si sceglie di intraprendere un tipo di trattamento diverso.

Le cause della prostatite non sono state individuate con certezza, infatti si ritiene che i batteri in circolo in organi vicini alla prostata possano entrare nella ghiandola prostatica e causare l’infezione, tuttavia questi processi devono ancora essere chiariti; in passato, si riteneva che la prostatite fosse una malattia trasmessa sessualmente, mentre, in realtà, le recenti ricerche hanno evidenziato il fatto che solo una piccola percentuale tra i casi di prostatite viene ricondotta ad una patologia trasmessa sessualmente.
Le cause della prostatite, quindi, possono essere diverse e devono essere valutate caso per caso, tuttavia per risalire alle cause della prostatite occorre individuare tutte quelle condizioni che potenzialmente potrebbero favorire una diffusione dei batteri; ad esempio, in una persona che, in tempi recenti, ha sofferto di una infezione della vescica di origine batterica e, successivamente, ha sviluppato una prostatite batterica, è molto probabile che l’origine della prostatite sia la diffusione dei batteri dalla vescica alla prostata.

Questi trattamenti sono, in genere, i più utilizzati, tuttavia bisogna ricordare che esistono diverse altre cure che possono essere adottate in caso di prostatite, di conseguenza è necessario rivolgersi al proprio medico che andrà a stabilire il trattamento più adatto.

La prostatite cronica non batterica è la forma più comune di prostatite, infatti la maggior parte dei casi di prostatite vengono ricondotti a questo tipo di disturbo; il principale sintomo della prostatite cronica non batterica è il dolore che viene avvertito a livello delle vie urinarie e che persiste per circa tre mesi.
Nelle persone che soffrono di prostatite cronica non batterica non vengono riscontrati batteri all’interno delle urine, ma vengono osservati altri segni di infiammazione; i sintomi di questo disturbo possono essere associati ad alcune patologie delle vie urinarie, di conseguenza può risultare difficile effettuare una diagnosi certa di prostatite cronica non batterica.

I sintomi della prostatite possono presentarsi improvvisamente ed in forma acuta, in caso di prostatite acuta, o, in alcuni casi, in genere di prostatite cronica, possono persino non essere avvertiti.
I sintomi più frequenti della prostatite, indipendentemente che si tratti di prostatite acuta o di prostatite cronica, sono lo stimolo frequente di urinare, la difficoltà nell’atto di urinare, il dolore o, comunque, una sensazione di bruciore durante la minzione; altri sintomi che possono manifestarsi, sebbene siano meno frequenti, sono i brividi, la febbre e il dolore avvertito all’altezza della addome, in particolar modo nella zona inferiore.
In alcuni casi, l’infezione causata dalla prostatite può determinare il gonfiore della prostata, da cui deriva un flusso di urina più lento; altri sintomi che possono derivare da questa condizione sono il dolore pelvico ed il dolore avvertito durante i rapporti sessuali.

Una volta effettuata una corretta diagnosi di prostatite, è necessario intraprendere un trattamento adeguato con tempestività, in modo da prevenire qualsiasi peggioramento delle condizioni della prostata; il trattamento contro la prostatite può essere accompagnato da rimedi naturali, casalinghi o omeopatici, che aiutano ad alleviare i sintomi associati alla prostatite.

La raccolta della storia medica del soggetto e della sua famiglia è tra le prime azioni che possono essere di ausilio nella diagnosi di ipertrofia prostatica benigna. Il medico può chiedere al paziente:

La ghiandola circonda l’uretra in corrispondenza del collo della vescica. Il collo della vescica è la zona da cui origina l’uretra. La vescica e l’uretra fanno parte del tratto urinario inferiore.

La comunità scientifica non ha trovato correlazioni tra cibo, dieta e nutrizione e le cause o la prevenzione della patologia, ma molti specialisti consigliano di eliminare:

Le cause non sono completamente note, ma si verifica prevalentemente nei soggetti avanti con gli anni. L’ipertrofia prostatica benigna non si sviluppa nei maschi i cui testicoli siano stati asportati prima della pubertà. Per questo motivo, alcuni ricercatori ritengono che all’origine della malattia ci possano essere l’invecchiamento e i testicoli.

Il medico o l’urologo possono prescrivere farmaci che bloccano la crescita della prostata o ne riducono il volume, o che comunque riducono i sintomi associati con la patologia:

La maggioranza dei medici è concorde sul fatto che un soggetto con ipertrofia prostatica benigna in grado di avere un’erezione prima della chirurgia sarà ragionevolmente in grado di avere erezioni dopo l’intervento. La chirurgia causa solo raramente la perdita della funzione erettile. Comunque, la chirurgia non permette il recupero di funzioni già perse prima della procedura. Alcuni soggetti riferiscono una piccola differenza nella qualità dell’orgasmo dopo la chirurgia. Tuttavia, la maggior parte non riferisce cambiamenti.

  • che sintomi ha,
  • da quando ha sintomi e quanto frequentemente si manifestano,
  • se ha una storia di infezioni ricorrenti del tratto urinario,
  • che farmaci (prescritti o meno) assume,
  • quanti liquidi beve quotidianamente,
  • se assume caffeina e alcolici,
  • la storia medica generale (in particolare malattie gravi e interventi chirurgici).

L’iperplasia prostatica benigna (anche detta IPB) consiste nell’ingrossamento non canceroso (non legato cioè a tumori) della ghiandola prostatica, organo esclusivamente maschile. L’iperplasia prostatica benigna è anche più comunemente chiamata ipertrofia prostatica benigna o, talvolta, ostruzione prostatica benigna.

Spesso, quest’ultimo deve rimanere inserito per diversi giorni. Talvolta, il catetere causa il giorno dopo l’intervento spasmi vescicali ricorrenti, dolorosi e difficili da controllare. Comunque, questi spasmi di solito spariscono nel giro di qualche tempo.