Dieta e Prostatite

  1. Ridurre al minimo l’irritazione della mucosa colica
  2. Aumentare la frequenza e la facilità delle evacuazioni
  3. Prevenire ed eventualmente ridurre la sintomatologia delle emorroidi

  • Bere almeno 1,0 ml di acqua ogni 1,0 kcal assunta con la dieta
  • Incrementare i cereali integrali e i legumi (questi ultimi, anche senza buccia)
  • Incrementare soprattutto gli ortaggi e anche la frutta fresca
  • Incrementare le ricette brodose a discapito di quelle asciutte
  • Prediligere oli ricavati da spremitura a freddo e crudi come condimento
  • Eliminare tutte le bevande alcoliche, i caffè il tè (soprattutto nero), la cioccolata e gli energy drink
  • Eliminare le spezie piccanti
  • Eliminare tutti i sistemi di cottura intensa e veloce, ma non utilizzare troppo la stra-cottura; prediligere la lessatura e la cottura al vapore
  • Eliminare il tabagismo
  • Praticare attività fisica regolare.
  • Aumentare l’apporto di fibra alimentare, eventualmente con lassativi “di massa”
  • Aumentare l’apporto di acqua
  • In certi casi, aumentare l’apporto di lipidi (meglio insaturi)
    NB. i grassi totali non devono mai superare il 30% delle calorie, per evitare il rischio di deposito adiposo e difficoltà digestiva
  • Diminuire i nervini: alcol, caffeina ecc.
  • Diminuire le scorie della dieta: macronutrienti carbonizzati in cottura
  • Diminuire gli agenti irritanti come il pepe, molte spezie o la capsaicina
  • Favorire lo sviluppo della flora batterica fisiologica nell’intestino crasso

La dieta per la prostatite può rappresentare un valido contributo:

Nella pratica, per quel che concerne la scelta degli alimenti, nella dieta per la prostatite sarà necessario:

In primo luogo, ricordiamo che la dieta per la prostatite è NORMOcalorica, ovvero tende a mantenere il peso fisiologico del soggetto; nel caso in cui la persona soffra anche di sovrappeso, la dieta normocalorica per la prostatite “potrebbe” determinare una riduzione più o meno significativa del tessuto adiposo.
Sia per quella acuta che per quella cronica, infettiva o non patogena, la dieta per la prostatite è SEMPRE ricca in liquidi e costituita essenzialmente da alimenti leggeri, di facile digestione, poco elaborati, con pochi ingredienti GRASSI di origine animale, e ricca invece di prodotti magri ricchi d’acqua.
La dieta per la prostatite non patogena e secondaria ad altri disturbi dell’intestino è MIRATA alla risoluzione dell’agente scatenante. In tal caso (soprattutto nella sindrome da dolore pelvico cronico), diventano diete per la prostatite: la dieta per la sindrome da colon irritabile, la dieta per la stipsi e la dieta contro le emorroidi.
Questi tre tipi di dieta sono estremamente affini, salvo nelle forme di colon irritabile che manifestano anche periodi di diarrea. Questi regimi alimentari sono dunque vere e proprie terapie nutrizionali e si prefiggono gli obbiettivi di:

Le prostatiti, o infiammazioni della ghiandola prostatica, possono avere cause eziologiche differenti; le più frequenti sono di origine INFETTIVA e si manifestano prevalentemente negli adulti e negli anziani, specie se cateterizzati.
Le cause di prostatite infettiva sono: contagio sessuale (per risalita dei patogeni dall’uretra), reflusso di urina infetta (provocato da concomitanti alterazioni patologiche dell’uretra, della vescica o della prostata stessa), infezione diretta o linfatica dall’ultimo tratto intestinale (per stitichezza grave o infezioni coliche) e veicolo ematico (originato da infezioni di altri distretti).
Le prostatiti NON infettive sono dette abatteriche o prostatosi. Le cause più comuni sono: il ristagno di sangue e l’accumulo di secrezione (per congestione dovuta a prolungato stimolo sessuale senza sfogo, coito interrotto, lunghe astinenze ecc.), i microtraumi ripetuti (ciclismo), la stipsi grave e le emorroidi.NB. Le prostatosi includono anche le forme di prostatite infettiva con carica batterica non identificabile. Quelle secondarie a stipsi grave e/o emorroidi possono contribuire alla così detta “sindrome da dolore pelvico cronico”.
Un’ultima forma di prostatite infiammatoria è generalmente diagnosticata casualmente durante altri accertamenti diagnostici e, poiché non sembra manifestarsi in alcun modo, viene denominata “asintomatica”.

  • Alla moderazione dei sintomi per le forme acute infettive o croniche infettive
  • Alla cura per quelle non patogene secondarie (legate a disturbi del circolo sanguigno per sofferenza del colonretto o a sostanze irritanti di origine alimentare).

Tutto questo è assolutamente NECESSARIO per combattere il “potenziale” fattore scatenante di certe prostatiti, ovvero l’alterazione del flusso circolatorio PER CAUSA della ben nota malattia emorroidaria. Infatti, a causa del rigonfiamento e dell’infiammazione dei vasi emorroidali (emorroidi), il torrente ematico irrora malamente la ghiandola prostatica, causando la sintomatologia specifica; inoltre, l’eccessiva espansione del colon adiacente alla prostata, oltre a provocare un dolore pelvico poco identificabile, può determinare una compressione della ghiandola e causare un ulteriore malessere.
Dal punto di vista nutrizionale, per combattere l’irritazione colica, la stipsi e le emorroidi, con la dieta per la prostatite ci si prefigge di:

> Svolgere una regolare attività sessuale senza eccessi, evitando periodi prolungati di astinenza

> Panna e formaggi piccanti.

La prostata è una ghiandola prettamente maschile che col passare degli anni può contrarre alcune patologie infettive causate da batteri provenienti dallo sperma o dalle urine oppure può subire le conseguenza di patologie della muscolatura circostante, quella del pavimento pelvico.

> Praticare attività sportive rilassanti quali per esempio nuoto, corsa moderata

> Bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno in modo tale da consentire un regolare ed adeguato apporto idrico all’organismo.

> Agrumi, uva e frutti di bosco.

In caso di prostatiti in corso o in presenza di prostate debilitate o semplicemente rese più sensibili da patologie pregresse, l’alimentazione ha un’incidenza maggiore. Pertanto i cibi da evitare in fase acuta saranno i seguenti:

> Cacciagione, carne di maiale, insaccati.

> Cercare di evitare prolungate attività sedentarie o comunque la posizione seduta (come la guida di autoveicoli)