I sintomi della prostata ingrossata (ipertrofia prostatica benigna)

Alcuni farmaci, come gli antistaminici e i decongestionanti nasali, possono riducono la capacità della vescica di contrarsi. Dal momento che tali farmaci provocano un’ostruzione al flusso urinario, risultano controindicati nei soggetti affetti da ipertrofia prostatica benigna. Se il paziente è in terapia con uno di questi farmaci, è in genere necessario interromperne l’assunzione il prima possibile.

Circa il 10% dei pazienti devono ripetere la TURP entro 10 anni, perché la prostata potrebbe continuare a crescere.

Il trattamento non farmacologico include:

  • ritenzione urinaria,
  • presenza di sangue nelle urine,
  • infezioni delle vie urinarie,
  • alterata funzionalità dei reni,
  • calcolosi delle vie urinarie.

Se la terapia farmacologica si fosse rivelata inefficace si passa all’intervento chirurgico, il quale consente la massima riduzione dei sintomi.

La causa esatta è sconosciuta, probabilmente sono coinvolti i cambiamenti ormonali dovuti all’età, essendo la prostata bersaglio di vari ormoni, in particolare gli androgeni. Alcuni studi sembrano suggerire che l’aumento degli ormoni femminili nel fisiologico processo di invecchiamento maschile stimolerebbe la crescita delle cellule della ghiandola prostatica.

L’esame fisico consiste nell’esplorazione rettale con un dito rivestito da un guanto e lubrificato. La prostata risulta palpabile sulla parete anteriore del retto. In caso di ipertrofia prostatica benigna, essa appare

L’ipertrofia prostatica benigna (IPB) è un ingrossamento non tumorale della ghiandola prostatica.

  • aumento del numero delle minzioni (si urina più spesso), oltre le otto volte al giorno,
  • urgenza minzionale, ovvero l’impossibilità a ritardare la minzione,
  • la minzione può essere incompleta e avvertita come tale,
  • getto urinario debole o interrotto,
  • nicturia, ovvero l’aumento delle minzioni durante la notte, che svegliano il paziente,
  • al contrario, può manifestarsi incontinenza da iperafflusso a causa dell’eccessiva distensione della vescica,
  • dolore durante la minzione o dopo l’eiaculazione,
  • può riscontrarsi sangue nelle urine, poiché la vescica, distendendosi, induce compressione delle piccole vene che scorrono all’interno della sua parete, fino a provocarne la rottura.

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Risponde: Maggi Mario – Andrologo e sessuologo

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Accertare precocemente la causa dei disturbi permette di intervenire prontamente per evitare o almeno rallentare la progressione della malattia verso una condizione più grave, che potrebbe avere ripercussioni sulla vita personale e sociale dell’individuo.

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L’eziologia di questo disturbo sembra essere in gran parte di natura ormonale, da imputare sia agli ormoni sessuali maschili sia agli estrogeni, che possono essere presenti in elevate quantità anche negli uomini.

Oltre agli alfa-bloccanti si utilizzano gli inibitori della 5О±-reduttasi. La terapia di associazione tra alfa-bloccanti e inibitori della 5О±-reduttasi si ГЁ dimostrata in grado di ridurre drasticamente del volume della prostata.

Tumore della prostata allo stadio avanzato: conoscere i sintomi ГЁ essenziale

Le manifestazioni della malattia non sono correlate alle dimensioni della ghiandola. A volte, infatti, una prostata anche di osco ingrossata dГ sintomi peggiori di una di grandi dimensioni.

Un’altra procedura chiamata Holmium Laser Ablation of the Prostate (HoLAP), è stata adottata pressoché in tutto il mondo. Analogamente al KTP, il laser per l’HoLAP è un dispositivo con una sonda di 550 micron con una potenza di 100 Watt ed un angolo di riflessione di 70 gradi. La sua profondità di passata è di 2,140nm, che cade nella zona invisibile dell’infrarosso e non può essere visto ad occhio nudo. La profondità di penetrazione del laser ad Olmio è inferiore a 0,5 mm evitando così le necrosi tissutali spesso causate dal laser a profonda penetrazione della tecnica KTP.

L’esplorazione rettale, (palpazione della prostata attraverso il retto), può rivelare un marcato ingrossamento della ghiandola; è un esame molto soggettivo che dipende dall’abilità dell’urologo. Maggiore precisione al fine della valutazione del volume prostatico è dato dall’ecografia sia sovrapubica che transrettale. L’ecografia inoltre evidenzia il residuo postminzionale, cioè se rimane urina stagnante in vescica dopo aver urinato, che è sintomo importante che la IPB si sta aggravando. Altro segno da valutare è lo spessore delle pareti vescicali, che se incrementa è un altro segno di ostruzione al deflusso urinario. L’ecografia inoltre consente di diagnosticare complicanze frequenti di una IPB trascurata, come diverticoli vescicali, calcoli, o sedimento nel lume dell’organo emuntore.

L’ipertrofia o iperplasia prostatica benigna (BPH o IPB), conosciuta anche come adenoma prostatico (BEP) è una malattia a carico della ghiandola prostatica. Si tratta di un suo aumento di volume dovuto all’incremento del numero di cellule, che si estrinseca principalmente nella zona “di transizione” della prostata, ovvero in una parte centrale attorno all’uretra prostatica. E’ una crescita di tipo benigno, cioè comporta compressione sui tessuti circostanti senza infiltrarli.

E’ un fenomeno legato all’invecchiamento ma che in alcuni soggetti è maggiore che in altri, e col passare degli anni può causare una compressione e distorsione dell’uretra prostatica ostruendo la fuoriuscita dell’urina. IPB colpisce il 5-10% degli uomini di 40 anni di età, e fino all’80% degli uomini tra 70 e 80 anni. Tuttavia il numero dei soggetti in cui la IPB diventa sintomatica, cioè costituisce effettivamente un disturbo, è circa la metà. Sono escluse componenti ambientali nell’eziologia della malattia, mentre si è ipotizzato il ruolo di fattori ereditari per l’aumentato rischio di incidenza in parenti di soggetti colpiti dalla patologia.

Nuove tecniche che comportano l’impiego del laser in urologia, sono state sperimentate negli ultimi 10 anni. Si è iniziato con la VLAP, tecnica che usa uno YAG laser a contatto con il tessuto prostatico. Una tecnologia simile, è chiamata Photoselective Vaporization of the Prostate (PVP) ed usa un laser a luce verde (KTP) ed è emersa recentemente. Questa procedura utilizza un laser ad alta potenza di 80 Watt KTP con una fibra laser di 550 micron inserita nella prostata. Questa fibra ha una riflessione interna di 70 gradi. Essa è usata per vaporizzare il tessuto della capsula prostatica. Il KTP laser ha una penetrazione di 2.0mm (quattro volte più profonda del laser ad Olmio).

Esiste una notevole evidenza sul fatto che gli estrogeni giocano un ruolo nell’eziologia della BPH. Questo è basato sul fatto che la BPH si verifica in uomini con elevati livelli di estrogeni e relativamente ridotti livelli di testosterone libero (questa sostanza ha quindi, se non convertita in altri ormoni, un’azione benefica e salutare nei confronti della prostata) e quando i tessuti prostatici diventano più sensibili agli estrogeni e meno rispondenti al DHT. Cellule prese dalla prostata di uomini affetti da BPH hanno mostrato una più elevata risposta agli alti livelli di estradiolo nel caso di bassi livelli di androgeni.

Gli alfa bloccanti (α1-recettori adrenergici antagonisti) procurano un sostanziale miglioramento dei sintomi della BPH. Molecole come doxazosin, terazosin, alfuzosin e tamsulosin vengono impiegate con successo. Vecchie molecole come phenoxybenzamine e prazosin non sono raccomandate per il trattamento della BPH. Gli alfa bloccanti rilassano la muscolatura della prostata e del collo vescicale ed aumentano la portata del flusso urinario, ma possono causare eiaculazione retrograda.

IPB e carcinoma prostatico non sono correlati, sebbene le due condizioni possano coesistere e spesso il secondo venga diagnosticato incidentalmente durante indagini per la molto più comune IPB. IPB e carcinoma si impiantano su zone diverse della prostata, essendo il carcinoma di pertinenza prevalentemente della zona periferica.

Fra i sintomi irritativi si annoverano la frequenza nell’urinare, che è detta pollachiuria, la nicturia, cioè un aumentato bisogno durante la notte, l’urgenza (la necessità di svuotare la vescica non può essere rimandata) e il bruciore ad urinare. Questi sintomi, ostruttivi ed irritativi, vengono valutati usando il questionario dell’ International Prostate Symptom Score (IPSS), formulato per appurare la severità della patologia.