Infiammazione della Prostata

Nonostante sia vero che una terapia così prolungata diminuisce le difese immunitarie e tende ad alterare in negativo la flora batterica intestinale, i benefici ottenuti sono di gran lunga superiori ai possibili effetti collaterali.

Il trattamento dell’infiammazione della prostata dipende dalle cause scatenanti (è batterica? Non è batterica?) e dalle caratteristiche del processo infiammatorio (è acuto? È cronico? È asintomatico?).
In linea di principio, la terapia delle infiammazioni prostatiche con origine batterica prevede:

La formazione di un ascesso prostatico rende necessario un piccolo intervento chirurgico, per drenare il pus.
La batteriemia e la sepsi impongono una cura antibiotica ulteriore, da aggiungersi a quella contro i patogeni responsabili dell’infiammazione prostatica e da eseguirsi in ambito ospedaliero, sotto la stretta osservazione di un medico. Batteriemia e sepsi, infatti, rappresentano due emergenze mediche e richiedono l’intervento immediato di personale specifico esperto in materia.
Infine, l’incapacità a urinare costringe i pazienti all’uso del catetere vescicale, per svuotare la vescica.

L’iter diagnostico per individuare le infiammazioni prostatiche croniche di origine batterica è lo stesso previsto per le forme acute di origine batterica; pertanto, sono fondamentali alla diagnosi: l’esame obiettivo, l’anamnesi, l’esplorazione rettale digitale e i test di laboratorio su campioni di urina, sangue e sperma.
In assenza di trattamenti adeguati, da una prostatite di tipo II possono derivare diverse complicanze, tra cui: l’incapacità di urinare, la batteriemia o la sepsi, e l’ascesso prostatico.
Non esistono sufficienti evidenze scientifiche a sostegno della tesi secondo cui l’infiammazione della prostata – acuta o cronica – di origine batterica favorirebbe, in qualche modo, lo sviluppo di neoplasie a livello prostatico.

I sintomi e i segni tipici della prostatite di tipo I sono:

  • La modalità di comparsa, che – come affermato – è graduale;
  • La severità, che è inferiore;
  • La particolarità di “andare e venire”, nel senso che alternano periodi in cui sembrano essere scomparsi totalmente a periodi in cui si ripresentano in modo eclatante;
  • La durata, che è decisamente maggiore. I sintomi e i segni della prostatite di tipo II possono persistere diversi mesi.
  • febbre alta con brividi,
  • dolore pelvico,
  • dolore scrotale,
  • dolore alla zona lombare della schiena,
  • dolore inguinale,
  • disturbi urinari di vario tipo (disuria, stranguria, bisogno impellente di urinare, ematuria ecc.),
  • emospermia,
  • eiaculazione dolorosa,
  • defecazione dolorosa
  • dolore durante i rapporti sessuali.

Se il trattamento delle prostatiti batteriche è ben chiaro e definito, il trattamento delle forme croniche non-batteriche non lo è affatto e, in alcune circostanze, solleva diversi discussioni. Attualmente, i medici propendono per una terapia che includa:

  • Bere molta acqua;
  • Astenersi dalla pratica sessuale (N.B: si ricorda che anche il partner dovrebbe seguire la terapia antibiotica);
  • Fare bagni caldi;
  • Evitare l’utilizzo della bicicletta;
  • Impiegare sempre un cuscino, quando ci si siede per lunghi periodi di tempo;
  • Evitare il consumo di caffè, alcolici e cibispeziati;
  • Ricorrere a decongestionantifitoterapici (decotti e infusi a base di gramigna, equiseto, radice di prezzemolo, foglie di carciofo, salvia, betulla, uva ursina o tarassaco).

le patologie uretrali e prepuziali tipo le stenosi (restringimenti) dell’uretra e/o del meato uretrale esterno postinfiammatori, le disfunzioni dell’uretra prostatica (collo vescicale) con retrodiffusione intraprostatica dell’urina, la fimosi e la parafimosi con le patologie infettivo-infiammatorie connesse (balanopostiti)

I Tipo: prostatite acuta batterica – ha tutti gli aspetti dell’infiammazione acuta, con microrganismi patogeni in forte capacitГ di colonizzazione della ghiandola; il dolore perineale e addominale inferiore ГЁ consistente o insopportabile, il senso di peso e di occupazione dello spazio pelvico ГЁ consistente, la febbre ГЁ medio-alta, talvolta senza differenziale tra temperatura rettale ed ascellare; nonostante il quadro acuto la sintomatologia si puГІ presentare con diversi quadri di consistenza ed essere associata a brusca perdita della capacitГ erettiva ed ejaculatoria sia per la congestione locale che presumibilmente quale reazione di difesa; lo stato infiammatorio si puГІ estendere ad uno o ad entrambi i testicoli dando luogo a vari gradi di orchiepididimite o estendersi alla via urinaria superiore; come per tutte le infiammazioni con infezioni di grado elevato ГЁ sempre possibile l’estensione setticemica; il grado di disfertilitГ ГЁ variabile e puГІ comparire l’emissione di sangue fresco o degradato nello sperma (ematospermia recente o coagulativa) anche di grado elevato; spesso ГЁ presente iperensibilitГ al glande di grado molto variabile, ma generalmente consistente.

La accurata valutazione clinica, dei dati storici e comportamentali, terapeutici precedenti ed in corso danno indicazioni relative alle possibili cause che poi devono essere indagate con gli specifici esami in relazione a quanto emerso come maggiore probabilità prima e per passi successivi per le ragioni meno probabili. La accurata sintesi dei dati raccolti consentirà di definire il quadro complessivo, senza sottovalutazioni, da sottoporre a terapia.
Gli esami per la definizione del quadro della prostatite sono:

  • la valutazione digitale transrettale (DRE В– digital rectal exam) В– questa valutazione ГЁ di fondamentale importanza per la valutazione clinica e consente di valutare le dimensioni complessive della prostata, seppure approssimativamente, i rapporti con le componenti vicine dello spazio pelvico, il dolore o il fastidio alla pressione e riferito allВ’uretra e al glande, lВ’intensitГ dello stimolo minzionale, la consistenza della ghiandola nelle sue parti differenziando le diverse zone, i caratteri della sua superficie; lВ’esame viene eseguito dallВ’andrologo, previa lubrificazione anale con gel dВ’acqua, inserendo un dito guantato.
  • la coltura del secreto prostatico В– il secreto prostatico ГЁ ottenuto al termine della valutazione digitale prostatica transrettale, massaggiando e spremendo le diverse parti della ghiandola finchГ© il secreto non esca spontaneamente dal meato uretrale; il massaggio deve essere accurato e pertanto richiede lВ’esecuzione da parte dellВ’andrologo, il pene ed il glande devono essere accuratamente difinfettati per evitare inquinamenti; il secreto esce meglio se il paziente mantiene rilassata la muscolatura addominale e pelvica; talvolta puГІ esserne favorita lВ’uscita premendo delicatamente lВ’uretra dalla sua base al vertice; il secreto viene raccolto su un tampone che viene posto in una provetta con terreno di trasporto e poi inviato al laboratorio; la coltura viene eseguita su tre piastre su cui viene seminato sia il secreto intero, sia il secreto diluito in 10 ml di soluzione fisiologica e poi pescato in ragione di 20 Вµl e distribuito uniformemente sulla piastra cosicchГ© si possa definire la densitГ di carica batterica e la presenza di ceppi batterici o fungini non dominanti; per le colture positive, identificato il microrganismo si procede a verificare la sensibilitГ agli antibiotici (antibiogramma).
  • lo spermiogramma В– lВ’esame consente di definire i caratteri qualitativi del secreto prostatico attraverso le modificazioni delle percentuali di integritГ e mobilitГ progressiva o rettilinea degli spermatozoi fornendo utili informazioni sullo stato funzionale della prostata e delle vescicole seminali; al microscopio ottico va poi determinata la concentrazione dei leucociti (cellule infiammatorie che devono essere assenti ma per le quali ГЁ ancora ritenuta nei limiti una presenza massima di 1000 mila/ml) ed eventualmente di microrganismi;
  • lВ’analisi biochimica dello sperma В– il medesimo sperma raccolto per lВ’esame precedente ГЁ utilizzato per lВ’analisi biochimica; i parametri biochimici sono ancora oggetto di standardizzazione (LDH, piruvato e lattato, a-glucosidasi) o revisione (fruttosio e zinco), ma i dati piГ№ recenti che consentono di definire la funzione prostatica (la principale nella produzione della parte fluida dello sperma e nel garantire spermatozoi integri) sono il dosaggio del PSA (v.n.>1500 Вµg/ml) espressione della capacitГ secretiva prostatica, la creatinina e lВ’acido urico (v.n. 1 ml) pur essendo influenzato fortemente dal tempo e dalla qualitГ di eccitazione, dГ utili indicazioni relative alla capacitГ secretiva complessiva della prostata e allo stato di idratazione generale; i caratteri fisici dello sperma (aspetto, colore, fluiditГ , viscositГ ) sono valuti come indicatori complessivi della qualitГ dello sperma, ma non danno dati specifici di certa interpretazione.
  • lВ’ecografia scroto-testicolare con fase doppler В– lВ’esame deve verificare la morfologia e la struttura del contenuto scrotale in particolare dellВ’epididimo e del dotto deferente che possono presentare alterazioni da congestione retrodiffusa (formazioni cistiche), del funicolo spermatico soprattutto in relazione alla struttura del plesso venoso pampiniforme, dello spazio peritesticolare che dovrГ essere di dimensioni minime (circa 1-2 mm); la fase doppler dovrГ valutare il flusso fluido dello spazio peritesticolare ed il flusso venoso, ai fini della definizione di un idrocele e/o di un varicocele che sono espressione della congestione pelvica indotta dalla prostatite, soprattutto quando compaiono in etГ adolescenziale (a fasi di sviluppo genitale concluse) ed adulta.
  • lВ’ecografia prostatica transaddominale e transrettale con fase doppler В– i due tempi dellВ’esame devono valutare la morfologia, le dimensioni e la struttura della prostata e delle vescicole seminali, dellВ’uretra prostatica; la fase doppler consente di valutare gli stati di congestione prostatica, uretrale prostatica e periprostatica.
  • il dosaggio ematico di PSA, Fosfatasi Acida Prostatica, IgG/A/M В– questi dosaggi, insieme ad altri che le condizioni cliniche possono suggerire, concorrono ad inquadrare i caratteri dello stato infiammatorio, delle condizioni della risposta immunitaria, delle ripercussioni sullo stato geenrale dellВ’organismo.

La forma acuta richiede un trattamento d’urgenza e ad alta intensità per il rischio connesso di sviluppo di una pelviperitonite o di una setticemia; quindi la terapia dovrà dare adeguata copertura antibiotica, anche a dosi consistenti, e antinfiammatori generali non cortisonici salvo le specifiche ed obbligatorie indicazioni; il monitoraggio costante della situazione è necessario per evitare le complicanze; il trattamento intensivo deve garantire una buona nutrizione ed una buona minzione per cui l’apporto nutrizionale dovrà essere adeguato, ma soprattutto elevata l’idratazione che otterrà l’elevata diuresi a scopo detossicante e di lavaggio meccanico dell’area cisto-prostato-uretrale. Ove le condizioni lo consentano può trovare utilità l’inserimento in terapia dei prodotti antiossidanti, anti radicalici ed antiurici indicati nella sezione successiva.
Risolta la fase acuta si dovrà porvvedere alla terapia ricostitutiva che è da applicare invece alle altre due forme.

lo stress e le tensioni emozionali in quanto favorenti la riduzione delle capacitГ difensive e riparative generali dell’organismo e locali pelvico-prostatiche

le disfunzioni intestinali , soprattutto quelle del sigma-retto con evacuazione irregolare possono essere elemento favorente lo sviluppo di una congestione pelvica ched poi induce prostatite o essere alla base del trasferimento interno per via linfatica dei microrganismi

i microrganismi con un ruolo che sembra sempre meno essere il protagonista dello stato infiammatorio, rivelandosi essi dei colonizzatori opportunisti che crescono qualora ci siano le condizioni adeguate per il loro sviluppo

  • III B: la CPPS disfunzionale o non infiammatoria , caratterizzata dall’assenza di cellule infiammatorie (globuli bianchi) o, relativamente a quanto detto per la III A, con una concentrazione massima compresa tra 500/Вµl e 1000/Вµl.
  • le azioni terapeutiche chirurgiche tipo il cateterismo uretrale o tipo correzioni locali insufficienti di fimosi e parafimosi

    La prima cosa da fare è curare l’alimentazione. Cibi ricchi di vitamine rinforzano il sistema immunitario. Molto bene consumare pomodori, tè verde, uva e soia. Ottimi i cibi ricchi di micronutrienti come selenio, zinco, vitamina E e D3. Le bevande con caffeina irritano la prostata, ma anche una scarsa idratazione, tabacco e alcol sono deleteri.

    Per poter identificare di quale tipo di prostatite si tratta, è necessaria una diagnosi da parte del proprio medico, che prescriverà, esame del sangue, delle urine e su campioni di sperma e liquido prostatico. Come vedremo, cambia anche il metodo di cura a seconda del tipo di prostatite. Nel caso di infiammazione dovuta a infezione batterica, è necessario usare gli antibiotici, per un periodo più o meno lungo (dalle 4 alle 6 settimane).

    I cinesi, per curare la prostatite, usano l’agopuntura

    Esistono rimedi naturali per curare la prostatite. Le piante officinali, i gemmoderivati, le sostanze naturali come il polline e i semi di zucca. Anche la medicina cinese cura le infiammazioni con agopuntura e preparati fitoterapici. E poi c’è l’omeopatia. L’omeopata dà un rimedio diverso a seconda della differente manifestazioni dei sintomi e alla natura del disturbo.

    Una cura efficace per la prostatite è lo yoga

    Come abbiamo visto, a causare la prostatite possono essere le infezioni. I germi più comuni appartengono al ceppo di Escherichia coli, in particolare, ma possono essere anche Proteus, Klebsiella, Enterobatteri, Pseudomonas e Serratia. I germi possono entrare durante un rapporto sessuale e, in questo caso, si parla di infezione uretrale ascendente, che diventa poi prostatite batterica.

    Talvolta, anche da un rapporto anale fatto senza alcuna protezione può nascere la prostatite batterica, insieme ad altre infezioni.

    Se l’infiammazione è invece cronica, i sintomi sono più lunghi nel tempo, possono durare anche più di tre mesi. Solitamente non c’è la febbre, ma sintomatologia di irritazione come abbiamo evidenziato poco più sopra. C’è anche dolore pelvico, alla zona lombare della schiena, attorno all’ano, all’inguine e/o allo scroto.

    Per curare una prostata infiammata si può cambiare tenore di vita (abbandonare la sedentarietà e iniziare a praticare lo yoga, per esempio) oppure si possono utilizzare rimedi naturali.