Intervento prostata turp o laser

Ogni anno 5.100 interventi. La Struttura Complessa di Urologia delle Molinette di Torino è stata potenziata con l’acquisizione delle più moderne tecnologie mininvasive alle quali si è ora aggiunto Greenlight laser per l’ipertrofia della prostata. La Struttura vanta oltre 5.200 interventi chirurgici all’anno. 4300 interventi in day surgery e 800 di chirurgia open, avvalendosi di 18 medici urologi. I posti letto sono 21 per la degenza ordinaria, 16 di week surgery e 9 per il day hospital. In totale 46 posti letto, due sale operatorie per il day hospital, una per la chirurgia open e una sala operatoria per la chirurgia ambulatoriale. Abbiamo pazienti che provengono da tutta Italia.

L’IPB risulta in un giorno. Tra gli altri vantaggi di Greenlight figurano il minimo disagio dopo l’intervento, grazie anche all’assenza di sintomatologia dolorosa, l’immediata risoluzione dei sintomi, la ripresa immediata della minzione, il ricorso al catetere per meno di 12 ore – contro le 72 della resezione endoscopica TURP -, la degenza di una sola notte (con evidente risparmio di posti letto e quindi di costi per il Servizio Sanitario) e ripresa della normale attività nel giro di una settimana. Greenlight per queste caratteristiche può aiutare concretamente a risolvere l’emergenza prostata in Italia.

Un laser al posto del bisturi. “La nuova metodica Greenlight, messa a punto negli Stati Uniti, sfrutta l’azione di un potente laser al tribolato di litio che vaporizza con precisione millimetrica solo l’eccesso di tessuto prostatico, trasformandolo in bollicine di vapore. L’intervento mininvasivo si effettua per via endoscopica in anestesia spinale e in one day surgery. La fibra laser – ha proseguito il direttore della Struttura Complessa di Urologia delle Molinette – introdotta dal pene nell’uretra attraverso un sottile cistoscopio, vaporizza con estrema precisione l’area interessata senza provocare sanguinamento. La maggior parte dei pazienti torna a casa dopo una notte di ricovero e riprende le normali attività nel giro di una settimana. Il laser verde non causa emorragie in quanto determina una coagulazione immediata dei tessuti, non causa incontinenza urinaria, impotenza ed evita le recidive”.

12 FEB – L’Urologia dell’ospedale Molinette dell’ Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, diretta Bruno Frea, è all’avanguardia in Piemonte grazie all’utilizzo del Greenlight laser, uno strumento che risolve definitivamente, in un solo giorno e in anestesia locale (spinale), l’ipertrofia prostatica benigna – ingrossamento della prostata (IPB ) – , un disturbo che colpisce circa l’80 % degli italiani over 50. “Entro il 2014 arriveremo a ridurre le liste di attesa per l’IPB da 2 anni a pochi mesi”, ha detto Frea. Greenlight si avvale di un nuovo laser “a raggio verde” che elimina il tessuto prostatico in eccesso causa del problema. Il servizio è a totale carico del Servizio sanitario nazionale.

Liste di attesa e posti letto. I vantaggi non sono solo per i pazienti ma anche per il servizio sanitario. “Ogni anno in Italia vengono effettuati oltre 40mila interventi di IPB, 15mila dei quali con tecniche invasive, ricovero di 3-5 giorni e occupazione di letti per 52mila giornate. Con Greenlight in one day surgery si ha una sola notte di ricovero, e quindi l’occupazione cala a 13mila giorni: 39mila giornate-letto in meno. Ne conseguono riduzione dei tempi in lista di attesa che alle Molinette sono di oltre un anno , riduzione dei tempi di convalescenza e minore stress per il paziente. Minori costi per il SSN. La nuova tecnica laser impiegata con successo su più di 500mila pazienti nel mondo (alcune migliaia in Italia) è disponibile, a totale carico del Sistema Sanitario Nazionale, presso 15 centri ospedalieri con una casistica di oltre 1000 interventi. A conferma di quanto detto – ha concluso Frea – l’introduzione di Greenlight alle Molinette sta già permettendo di ridurre sensibilmente le liste d’attesa, grazie a un ritmo nel numero di interventi di IPB decisamente incrementato. Questo permette anche di raggiungere in un tempo minore il breakpoint, vale a dire il momento in cui si è recuperata la spesa per l’acquisto dell’apparecchiatura”.

La malattia urologica maschile più diffusa. “L’ipertrofia della prostata è la malattia più diffusa negli uomini, ed è destinata ad aumentare sempre di più a causa dell’invecchiamento della popolazione, tanto che in Italia si pone ai primi posti per diagnosi effettuate ogni anno, seconda all’ipertensione arteriosa – ha spiegato Frea -. L’IPB incide pesantemente sulla qualità di vita, con sintomi che vanno dalla difficoltà a urinare, all’insopprimibile urgenza – frequenza minzionale anche notturna, così da disturbare pesantemente il sonno di chi ne è vittima. Infine, nei casi più seri, porta alla completa ritenzione urinaria che richiede l’urgente ricorso al catetere per lo svuotamento della vescica. L’IPB determina anche disfunzioni sessuali, impotenza e problemi di eiaculazione”. Quando la prostata si ingrossa, ostacolando il passaggio dell’urina, è necessario togliere il tessuto in eccesso.

Il sesso è salvo, e con lui anche la coppia. Greenlight tutela la potenza sessuale. “Nessun paziente sessualmente attivo ha sviluppato impotenza dopo l’intervento con Greenlight: il laser non causa danni ai nervi dell’erezione, quelli che si trovano a ridosso della prostata, non causa incontinenza ed evita recidive, a conferma che la metodica offre reale e definitiva soluzione per l’IPB”, ha precisato Frea. Il nuovo laser rimuove il tessuto vaporizzandolo ed evita il ricorso – come invece avviene nella resezione con i laser ad olmio e al tullio – alla frantumazione, attuata con un morcellatore (un vero e proprio “frullatore“ endoscopico) delle aree trattate, al fine di poterle estrarre dal canale uretrale, con possibili rischi correlati.

L’unico laser che opera anche con anticoagulanti e pacemaker. Come precisato da Frea: “Rispetto alla TURP, l’intervento chirurgico più impiegato negli ultimi 50 anni, che può causare emorragie e richiedere trasfusioni, Greenlight laser, grazie all’istantanea coagulazione dei vasi che evita sanguinamento,è l’unico trattamento che ci consente di operare in assoluta sicurezza anche pazienti ad alto rischio come quelli con malattie cardiovascolari ,della coagulazione e i portatori di stent endocoronaci che non sono più costretti a sospendere la terapia anticoagulante e/o antiaggregante (come invece avviene per gli interventi chirurgici tradizionali, TURP compresa e gli altri laser ).Il laser verde è anche indicato nei pazienti con pacemaker, perché evita il ricorso all’elettrobisturi, generatore di quelle onde elettriche che possono interferire con la stimolazione elettrica dei pacemaker cardiaci. Il ricorso a Greenlight sarà di importanza determinante in considerazione dell’aumento della popolazione affetta da ipertrofia prostatica e disturbi cardiologici in terapia anticoagulante”.

12 febbraio 2014
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Se per voi è indicata la TURP, TUNA o TUMT … per voi è indicata la PVP

È inoltre opportuno notare che i pazienti affe
tti da disturbi neurogenici della vescica (o inibizione funzionale) oltre alla IPB hanno più probabilità di di soffrire di problemi di controllo urinario dopo essere stati trattati con la vaporizzazione fotoselettiva, proprio come in seguito ad una resezione transuretrale. Pertanto, in genere, non vengono considerati candidati per nessuna delle procedure.

Se si è un paziente con un’ostruzione del flusso della vescica a causa di un’iperplasia prostatica benigna (IPB), si è un candidato per le procedure minimamente invasive più datate, come la Transurethral Microwave Thermotherpy, o per procedure chirurgiche come la Transurethral Needle Ablation (TURP), e si è un candidato per la PVP GreenLight laser. È davvero così semplice. Tuttavia, per i pazienti che ricevono una diagnosi di ostruzione della prostata superiore ai “250 cm3” solitemente non è indicata la PVP GreenLight o una soluzione chirurgica tradizionale di IPB. Costoro sono comunemente trattati usando una procedura chirurgica in modalità aperta

Eseguita con il notevole sistema laser GreenLight, la vaporizzazione fotoselettiva può liberare i pazienti dai problemi della vescica legati all’IPB senza compromettere il loro stile di vita o la salute, essenzialmente sottoponendoli al raggio verde regalando la possibilità di vivere una vita senza dipendere da un farmaco.

Nel corso della procedura, il sistema laser chirurgico GreenLight emette impulsi di luce laser attraverso una fibra ottica inserita nel cistoscopio tradizionale. Gli impulsi della luce laser sono poi diretti verso i tessuti della prostata. Il laser vaporizza rapidamente e accuratamente l’ostruzione prostatica, eliminando le porzioni ingrossate della prostata senza causare gravi sanguinamenti. Il tempo medio operatorio è normalmente sotto i sessanta minuti e una volta terminata la procedura, la maggior parte dei pazienti provano un immediato sollievo dai sintomi e un notevole miglioramento dei sintomi quali il flusso urinario e lo svuotamento della vescica. Cosa più importante, la ricerca ha indicato che questi drastici miglioramenti dei sintomi sono durevoli, per circa un periodo di cinque anni.

Il laser GreenLight è il più recente trattamento della prostata, e rappresenta una tecnica chirurgica minimamente invasiva per la lotta contro l’iperplasia prostatica benigna (IPB). La PVP offre ai pazienti sia l’immediato sollievo dei sintomi che il drastico miglioramento del flusso che si ottengono con la procedura standard, nota come resezione della prostata o RTUP (resezione transuretrale della prostata), oltre alla rapidità nel recupero post-operativo e nella convalescenza, minimi effetti collaterali ed il decorso post-operatiorio senza catatere comune ad altre tecniche minimamente invasive. La vaporizzazione fotoselettiva della prostata è solitamente eseguita in un ambulatorio, in un centro medico o in un ospedale utilizzando una sorgente di luce green-laser ed un sistema di distribuzione in fibra ottica.

Nessun altro trattamento dell’iperplasia prostatica benigna (IPB) ha dimostrato di offrire tale combinazione di immediato sollievo dei sintomi e di lunga durata, offrendo nel contempo significativi giovamenti nel flusso e minimi effetti collaterali. Le altre opzioni di trattamento minimamente invasive dell’iperplasia prostatica benigna (Transurethral Microwave Thermotherpy o TUMT e Transurethral Needle Ablation o TUNA) richiedono compromessi, in una forma o nell’altra, dal punto di vista dell’efficacia, la durata del trattamento o il rischio di complicazioni post-operatorie. L’avvento della vaporizzazione fotoselettiva ha eliminato ogni compromesso: i sintomi possono essere ora significativamente ridotti e il flusso notevolmente migliorato con un trattamento semplice, sicuro ed efficace. A differenza degli altri trattementi, la PVP è una procedura ambulatoriale rapida che offre ai malati un sollievo dai sintomi e un esito positivo del flusso urinario.

Il 40% dei cinquantenni e il 90% degli ottantenni hanno sintomi di Iperplasia Prostatica Benigna. L’ingrossamento è benigno, ma ostacola l’uretra e causa una funzione urinaria difficile, lenta o incompleta. Ciò significa che i problemi non sono una questione di vita o di morte, ma ciò non toglie che non sia necessario prendere una decisione importante. A seconda della gravità, l’IPB può essere trattata con alfa-bloccanti quali terazocin o doxasacine, con procedure che vanno da un intervento di resezione transuretrale e termodilatazione al prostatron, con chirurgia in modalità aperta o con una procedura relativamente nuova, ossia la vaporizzazione fotoselettiva della prostata o PVP.

Soprattutto, la vaporizzazione fotoselettiva della prostata offre ai pazienti benefici a lungo termine. Anche a cinque anni dalla procedura, i pazienti che hanno subito la PVP GreenLight laser continuano ad avere persistenti miglioramenti del proprio flusso urinario e minori sintomi di ostruzione della vescica. La PVP è davvero sicura ed efficace.