Ipertrofia adenomatosa multinodulare

Inibitori della 5 alfa reduttasi

Con l’invecchiamento si registra fisiologicamente, quindi in tutti gli individui, una variazione del rapporto tra testosterone ed estrogeni con un aumento di importanza relativa di questi ultimi; questo diverso ambiente ormonale determina all’interno della prostata una iperplasia, cioè un aumento del numero delle cellule (soprattutto a carico del comparto fibromuscolare), con aumento del volume totale della ghiandola. Queste modificazioni si rendono particolarmente evidente nella parte centrale della ghiandola, quella che contorna l’uretra: questa porzione ghiandolare (potremmo pensare ad una specie di “nòcciolo” all’interno della prostata) aumentando di volume diventa riconoscibile anatomicamente e agli esami di imaging (ecografia soprattutto), e viene comunemente definita “adenoma prostatico” o Iperplasia Prostatica Benigna (IPB).

L’esame principe per la valutazione morfologica della prostata è l’ecografia transrettale: fornisce informazioni abbastanza precise sulla forma e sulle dimensioni di prostata ed adenoma, sulla ecostruttura, sulla presenza eventuale di calcificazioni, ascessi o nodularità sospette per carcinoma, sulla presenza di un “lobo medio” che aggetta in vescica. E’ un esame utile per la scelta della metodica da utilizzare in previsione di una disostruzione endoscopica o chirurgica.

In una prima fase l’ostruzione viene compensata in maniera soddisfacente dalla capacità della vescica di sviluppare una maggiore pressione a monte, e il paziente è praticamente asintomatico.

Il testosterone agisce sulla ghiandola prostatica dopo essere stato trasformato da un enzima presente nelle stesse cellule ghiandolari prostatiche, la 5 alfa reduttasi, nel suo metabolita attivo 5-idrossi-testosterone. Sono disponibili in commercio inibitori dell’enzima 5 alfa reduttasi in grado di ridurre l’azione del testosterone sulla ghiandola prostatica senza alterare i valori circolanti di testosterone, e quindi senza alterare l’azione del testosterone sugli altri organi bersaglio; l’inibizione così ottenuta dello stimolo androgenico sulla prostata provoca una riduzione del trofismo ghiandolare con una certa riduzione della componente ostruttiva, riduzione più evidente negli adenomi di volume importante. I principi attivi disponibili in commercio sono la finasteride e la dutasteride, quest’ultima caratterizzata da un’azione su entrambi i sottotipi enzimatici della 5 alfa reduttasi. I principali inconvenienti di questa soluzione terapeutica sono la necessità di terapie di lunga durata per ottenere risultati terapeutici e la presenza (seppur non frequente) di effetti indesiderati a carico della sfera sessuale quali calo della libido e deficit erettile, dovuti ad una azione del 5 idrossitestosterone a livello del sistema nervoso centrale. Un altro problema correlato con l’utilizzo di questi farmaci è la riduzione dei valori di PSA, di norma di circa il 50%, da tenere in considerazione soprattutto nella valutazione di pazienti con PSA borderline.

Il residuo postminzionale misurabile all’ecografia rappresenta anche una prima semplice ma importantissima valutazione funzionale, seppure indiretta, dell’apparato vescico sfinterico; la presenza di residuo orienta per una situazione di ostruzione già in fase di scompenso.

Tutti questi esami ovviamente devono essere considerati alla luce di un’attenta valutazione anamnestica e di un accurato esame obiettivo comprendente l’esplorazione rettale.

Quando la prostata interferisce con l’apparato urinario

Il trofismo della prostata (e quindi il suo volume) dipende dal controllo ormonale, principalmente il testosterone, che agisce prevalentemente sul tessuto ghiandolare; un ruolo importante è giocato dagli estrogeni, presenti anche nel maschio, che agiscono in prevalenza sul tessuto fibromuscolare che nell’architettura interna della prostata forma la struttura “di supporto” del tessuto ghiandolare. Così si spiega come il volume della prostata, molto basso nel bambino, ha una prima fase di crescita sotto l’azione del testosterone durante la pubertà, fino al raggiungimento del volume dell’adulto.

I farmaci sopradescritti possono venire anche associati per potenziare gli effetti terapeutici.

Esitazione : attesa prima di iniziare la minzione.

– l ’ ecografia dell’ apparato urinario

Emospermia : emissione di sangue nel liquido seminale.

La scelta del tipo di procedura a cui sottoporre il paziente affetto da IPB sintomatica si basa essenzialmente sulle dimensioni dell ’ adenoma prostatico da rimuovere.

questionari sintomatologici (es. IPSS)

– il PSA

Mitto ipovalido : comparsa di un getto urinario debole.

Pollachiuria : aumento della frequenza minzionale diurna e notturna.