Ipertrofia prostatica e sesso

Non sono stati identificati modi per prevenire l’ipertrofia prostatica benigna. I soggetti con fattori di rischio dovranno riferire al proprio curante qualunque sintomo riferibile al tratto urinario inferiore e discutere l’eventualità di esami prostatici regolari. Un soggetto può essere trattato precocemente e minimizzare gli effetti della malattia se riconosce i sintomi imputabili al tratto urinario inferiore e viene identificato l’ingrossamento della ghiandola.

Nell’uomo, l’uretra è anche il condotto con cui il seme viene convogliato all’esterno del pene.

Immediatamente dopo un intervento per l’ipertrofia prostatica benigna, l’urologo può inserire un catetere particolare, detto Foley, attraverso l’orifizio del pene per drenare l’urina in una tasca di drenaggio.

Le complicanze dipendono dal tipo di trattamento.

  • orticaria,
  • eruzione cutanea,
  • prurito,
  • affanno,
  • polso accelerato o irregolare,
  • erezione dolorosa e prolungata per ore del pene,
  • gonfiore di occhi, viso, lingua, labbra, braccia, mani, piedi, caviglie o gambe,
  • difficoltà a respirare o a deglutire,
  • dolore toracico,
  • vertigini o svenimento alzandosi bruscamente,
  • riduzione o perdita improvvisa della vista,
  • visione confusa,
  • riduzione o perdita improvvisa dell’udito,
  • dolore toracico, vertigini o nausea durante un’attività sessuale.
  • alcolici,
  • caffè e tè in grandi quantità,
  • energy drink,
  • spezie piccanti,
  • consumo eccessivo di cioccolato,
  • idratarsi bevendo almeno 1.5 l di acqua al giorno.

L’iperplasia prostatica benigna (anche detta IPB) consiste nell’ingrossamento non canceroso (non legato cioè a tumori) della ghiandola prostatica, organo esclusivamente maschile. L’iperplasia prostatica benigna è anche più comunemente chiamata ipertrofia prostatica benigna o, talvolta, ostruzione prostatica benigna.

  • ritenzione urinaria acuta,
  • ritenzione urinaria cronica, o di lunga durata,
  • sangue nell’urina,
  • infezioni del tratto urinario,
  • danni vescicali,
  • danni renali,
  • calcoli vescicali.

La maggioranza dei medici è concorde sul fatto che un soggetto con ipertrofia prostatica benigna in grado di avere un’erezione prima della chirurgia sarà ragionevolmente in grado di avere erezioni dopo l’intervento. La chirurgia causa solo raramente la perdita della funzione erettile. Comunque, la chirurgia non permette il recupero di funzioni già perse prima della procedura. Alcuni soggetti riferiscono una piccola differenza nella qualità dell’orgasmo dopo la chirurgia. Tuttavia, la maggior parte non riferisce cambiamenti.