L’ingrossamento della prostata si può curare anche con la dieta

La TUIP è un’alternativa della TURP per gli uomini che presentano una prostata moderatamente ingrandita, e/o sono in cattive condizioni di salute (per cui corrono meno pericolo con questa altra opzione chirurgica). Questa tecnica consiste nell’effettuare due ridotti tagli nella prostata per ampliare l’uretra e migliorare quindi il flusso urinario.

È un esame che consiste nell’urinare dentro un contenitore collegato ad un macchinario (l’uroflussometro), che determina la quantità di urina emessa nell’unità di tempo e la registra su un tracciato. Con questa procedura si scopre se il gettito urinario è normale, o se è debole. qualora il gettito dovesse risultare discontinuo, si faranno svolgere al malato altri accertamenti per trovare le cause delle ostruzioni alle vie urinarie. In seguito l’esperto deciderà quale trattamento fargli prendere per aiutarlo a controllare i disturbi della minzione.

Tuttavia alcuni studiosi non concordano con questa ipotesi, in quanto l’ipertensione, il diabete e l’iperplasia sono tre condizioni legate all’avanzamento dell’età.

Si stima che il 60% degli uomini che hanno compiuto i 60 anni, presenta un certo grado di ingrossamento della prostata.

Molti uomini temono che l’allargamento della ghiandola prostatica comporti per forza un aumento del rischio di sviluppare una forma tumorale alla stessa. In realtà non è così. L’I.P.B. (o adenomatosi prostatica) solitamente non è una minaccia grave per la salute dei maschi.

Ci sono vari studi che suggeriscono che una dieta ricca di proteine, di verdure, povera di grassi, di carne rossa, riduce il rischio di sviluppare la già menzionata patologia.

Certo è che le prospettive di vita dipendono dai sintomi normalmente associati. In alcuni uomini i sintomi sono talmente lievi da non richiedere nessun trattamento, in altri sono molto fastidiosi e possono influenzargli negativamente l’esistenza.

  • bisogna determinare se i sintomi che l’uomo avverte durante la minzione corrispondono al modello abituale riscontrato nelle persone affette da questa patologia
  • si valuta la gravità dei sintomi
  • si escludono altre condizioni che presentano una sintomatologia simile (fra cui un possibile cancro alla prostata).
  • difficoltà nell’iniziare l’espulsione delle urine
  • minzione intermittente (in tempi dilazionati)
  • un frequente bisogno di urinare notturno (nicturia)
  • bisogno improvviso di urinare che può generare casi di incontinenza (qualora non ci sia un bagno nelle vicinanze)
  • dolore durante l’urinazione (disuria)
  • difficoltà nello svuotamento della vescica (spesso l’uomo ha come l’impressione anche di non averla svuotata del tutto)
  • sangue nelle urine (ematuria), sintomo di una possibile infezione in corso, solitamente accompagnata anche da uno sgradevole odore, da un senso di nausea, da dolori al basso ventre e da febbre alta.
  • orticaria,
  • eruzione cutanea,
  • prurito,
  • affanno,
  • polso accelerato o irregolare,
  • erezione dolorosa e prolungata per ore del pene,
  • gonfiore di occhi, viso, lingua, labbra, braccia, mani, piedi, caviglie o gambe,
  • difficoltà a respirare o a deglutire,
  • dolore toracico,
  • vertigini o svenimento alzandosi bruscamente,
  • riduzione o perdita improvvisa della vista,
  • visione confusa,
  • riduzione o perdita improvvisa dell’udito,
  • dolore toracico, vertigini o nausea durante un’attività sessuale.

Combinazioni di farmaci: diversi studi, come la ricerca Medical Therapy of Prostatic Symptoms (MTOPS, Terapia Medica dei Sintomi Prostatici), hanno mostrato che la combinazione di due classi farmacologiche può essere più efficace nel migliorare sintomi, flusso urinario e qualità della vita di un unico composto. Le possibili combinazioni sono:

  • vertigini o svenimento alzandosi bruscamente,
  • ridotta pulsione sessuale,
  • problemi di eiaculazione.

Questi farmaci possono prevenire la progressione della crescita prostatica o di fatto ridurne il volume in alcuni soggetti. Finasteride e dutasteride agiscono più lentamente degli alfabloccanti e sono utili solo in prostate moderatamente ingrossate.

  • la riduzione dell’assunzione di liquidi, soprattutto prima di uscire o di andare a dormire,
  • l’eliminazione o la riduzione di bevande contenenti caffeina o alcolici,
  • l’eliminazione o il monitoraggio dell’uso di farmaci come i decongestionanti, gli antistaminici, gli antidepressivi e i diuretici,
  • l’allenamento della vescica a trattenere l’urina per periodi più lunghi,
  • esercizi della muscolatura pelvica,
  • la prevenzione o il trattamento della stipsi.

Le complicanze dell’intervento chirurgico possono essere:

Questa malattia può essere curata tramite:

Benché la rimozione di tessuto prostatico riduca molti sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna, di per sé non è curativa per l’ipertrofia in quanto tale.

Nell’uomo, l’uretra è anche il condotto con cui il seme viene convogliato all’esterno del pene.