L’iperplasia prostatica benigna

Vi è anche una notevole evidenza dell’efficacia di Fitoterapici, quali l’estratto del frutto della Serenoa repens (o saw palmetto) nell’alleviare in maniera moderata i sintomi della patologia. Altre erbe medicinali che hanno alla base sistematiche ricerche sono il beta-sitosterolo tratto dalla Hypoxis rooperi (pianta grassa africana) e la pygeum (estratta dal Prunus africana), mentre vi è una minore conoscenza sull’efficacia della Cucurbita pepo semi di (zucca) e dell’Urtica dioica (Wilt et al., 2000).

E’ un fenomeno legato all’invecchiamento ma che in alcuni soggetti è maggiore che in altri, e col passare degli anni può causare una compressione e distorsione dell’uretra prostatica ostruendo la fuoriuscita dell’urina. IPB colpisce il 5-10% degli uomini di 40 anni di età, e fino all’80% degli uomini tra 70 e 80 anni. Tuttavia il numero dei soggetti in cui la IPB diventa sintomatica, cioè costituisce effettivamente un disturbo, è circa la metà. Sono escluse componenti ambientali nell’eziologia della malattia, mentre si è ipotizzato il ruolo di fattori ereditari per l’aumentato rischio di incidenza in parenti di soggetti colpiti dalla patologia.

EZIOLOGIA:

Nuove tecniche che comportano l’impiego del laser in urologia, sono state sperimentate negli ultimi 10 anni. Si è iniziato con la VLAP, tecnica che usa uno YAG laser a contatto con il tessuto prostatico. Una tecnologia simile, è chiamata Photoselective Vaporization of the Prostate (PVP) ed usa un laser a luce verde (KTP) ed è emersa recentemente. Questa procedura utilizza un laser ad alta potenza di 80 Watt KTP con una fibra laser di 550 micron inserita nella prostata. Questa fibra ha una riflessione interna di 70 gradi. Essa è usata per vaporizzare il tessuto della capsula prostatica. Il KTP laser ha una penetrazione di 2.0mm (quattro volte più profonda del laser ad Olmio).

Fra i sintomi irritativi si annoverano la frequenza nell’urinare, che è detta pollachiuria, la nicturia, cioè un aumentato bisogno durante la notte, l’urgenza (la necessità di svuotare la vescica non può essere rimandata) e il bruciore ad urinare. Questi sintomi, ostruttivi ed irritativi, vengono valutati usando il questionario dell’ International Prostate Symptom Score (IPSS), formulato per appurare la severità della patologia.

DIAGNOSI

I sintomi non sono correlati con le dimensioni della ghiandola: infatti una prostata di piccole dimensioni può provocare sintomi ostruttivi molto più gravi di una prostata dalle dimensioni maggiori; questo perché la sintomatologia deriva dalla somma di due componenti: quella statica, determinata dalla massa della ghiandola, e quella dinamica, dovuta al tono della muscolatura liscia del collo vescicale, della prostata e della sua capsula. Riconosciamo due tipi di sintomi: quelli urinari di tipo ostruttivo, e quelli di tipo irritativo. Fra gli ostruttivi si ricordano la difficoltà ad iniziare la minzione, l’intermittenza di emissione del flusso, l’incompleto svuotamento della vescica, il flusso urinario debole e lo sforzo nella minzione.

Resezione transuretrale dell’adenoma prostatico (TURP). Questo prevede la resezione di parte della prostata attraverso l’uretra. Consigliabile per prostate fino a un certo volume, presenta il vantaggio della mini-invasività, ovvero evitare tagli e un recupero postoperatorio più rapido. Esistono anche alcune nuove tecniche per ridurre il volume della prostata ipertrofica, alcune delle quali non sono ancora abbastanza sperimentate per stabilire i loro effetti definitivi. Esse prevedono vari metodi per distruggere parte del tessuto ghiandolare senza danneggiare quello che rimarrà in sito. Fra queste si ricordano: la vaporizzazione transuretrale della prostata (TVP), la laser TURP, la visual laser ablation (VLAP), la Transurethral Microwave Thermo Therapy (TUMT), la Transurethral needle ablation of the prostate (TUNA) e la sua evoluzione tecnologica Prostiva, micro iniezioni di etanolo in situ ed altre ancora allo studio o in via di sperimentazione.

Entrambi i metodi, KTP e Olmio, ablano circa uno o due grammi di tessuto al minuto.

Possono rendersi necessari trattamenti ulteriori se i problemi prostatici recidivano. Possono insorgere problemi se il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna lascia intatta una parte importante di prostata. Circa il 10% degli uomini trattati con TURP o TUIP ha bisogno di interventi chirurgici aggiuntivi entro 5 anni. Circa il 2% degli uomini trattati con prostatectomia a cielo aperto ha bisogno di interventi chirurgici aggiuntivi entro 5 anni.

Nel corso della propria esistenza l’uomo produce testosterone, un ormone maschile, e piccole quantità di estrogeni, gli ormoni femminili. Durante l’invecchiamento, diminuisce la quantità di testosterone nel sangue e aumenta quindi la quantità relativa di estrogeni. Studi scientifici sembrano indicare che l’ipertrofia prostatica benigna possa avvenire perché la maggior proporzione di estrogeni all’interno della prostata aumenta l’attività di sostanze che stimolano la crescita delle cellule prostatiche.

Spesso, quest’ultimo deve rimanere inserito per diversi giorni. Talvolta, il catetere causa il giorno dopo l’intervento spasmi vescicali ricorrenti, dolorosi e difficili da controllare. Comunque, questi spasmi di solito spariscono nel giro di qualche tempo.

I farmaci seguenti rilassano la muscolatura liscia della prostata e del collo vescicale per migliorare il flusso di urina e ridurre l’ostruzione vescicale:

Le complicanze principali sono:

A fare eccezione è la serenoa repens (palma nana, o saw palmetto), un estratto vegetale che dispone invece di una buona letteratura; la molecola, che peraltro si ritrova anche in prodotti registrati come farmaci (per esempio Permixon e Saba), esplica i suoi effetti prevalentemente in termini di miglioramento dei sintomi e dispone di un buon profilo di tollerabilità, con rari effetti sul apparato digerente ed effetti collaterali nulli sul sistema riproduttivo.

I principali sintomi a carico del tratto urinario inferiore indicativi dell’ipertrofia prostatica sono:

Il medico consiglierà cambiamenti nello stile di vita a soggetti con sintomi di entità lieve o modesta. I cambiamenti nello stile di vita possono includere:

  • orticaria,
  • eruzione cutanea,
  • prurito,
  • affanno,
  • polso accelerato o irregolare,
  • erezione dolorosa e prolungata per ore del pene,
  • gonfiore di occhi, viso, lingua, labbra, braccia, mani, piedi, caviglie o gambe,
  • difficoltà a respirare o a deglutire,
  • dolore toracico,
  • vertigini o svenimento alzandosi bruscamente,
  • riduzione o perdita improvvisa della vista,
  • visione confusa,
  • riduzione o perdita improvvisa dell’udito,
  • dolore toracico, vertigini o nausea durante un’attività sessuale.