Prostata disomogenea adenomatosa

Che cos’è, a che cosa serve, come funziona la prostata

Nella terza fase si entra in una situazione di scompenso: l’ipertrofia detrusoriale non riesce a determinare una pressione così elevata da compensare l’aumento di resistenze a valle cosicchè, oltre a un ulteriore peggioramento dei sintomi, si perde la capacità di svuotare completamente la vescica e si determina la presenza di un residuo postminzionale ingravescente. Le elevate pressioni endovescicali provocano lo sfiancamento delle porzioni più deboli della parete vescicale, cioè le “lacune” tra le travate muscolari ipertrofiche, ed inizia qui la comparsa di veri e propri sfondati diverticolari, di volume crescente nel tempo e difficili da svuotere completamente con la minzione in quanto non rivestiti da parete muscolare contrattile. Il residuo postminzionale nella cavità vescicale e le urine che ristagnano nei diverticoli predispongono a complicanze quali infezioni e formazione di calcoli vescicali.

Studiare la prostata e il basso apparato urinario: le indagini strumentali

I sintomi di riempimento o irritativi sono anche tipici delle patologie flogistiche/infettive, tipicamente le prostatiti nell’uomo e le cistiti nella donna.

Curare l’ipertrofia prostatica con i farmaci

L’esame funzionale per eccellenza è l’indagine urodinamica: semplificando, si inserisce in vescica un sottile cateterino attraverso il quale si misurano le pressioni vescicali durante il riempimento retrogrado e durante la minzione. I dati, elaborati da un computer dedicato e riportati su grafici, danno informazioni molto precise sull’entità dell’ostruzione e sulla buona funzionalità della vescica sia in termini di contrazione valida in corso di svuotamento sia in termini di capacità di lasciarsi distendere e mantenere basse pressioni in fase di riempimento. Per la sua complessità, questa metodica è di solito eseguita solo su indicazione specialistica.

1) La crescita di un adenoma all’interno della prostata può interferire con il normale svuotamento vescicale per un azione meccanica di compressione sull’uretra e sul collo vescicale che, ostacolato e rialzato dal tessuto adenomatoso, non può assumere la configurazione ad imbuto necessaria per una minzione valida; spesso, poi, l’adenoma forma una protusione nel lume della vescica, il cosiddetto “lobo medio”, che agisce come valvola a palla che occlude il meato uretrale interno (cioè l’imbocco dell’uretra prostatica). Inoltre recenti ricerche hanno dimostrato che all’ipertrofia prostatica si associa un aumento del tono della muscolatura liscia presente nella prostata e nel collo vcescicale, mediato da una iperattività cronica del sistema simpatico che determina uno stato di ipertono adrenergico, che contribuisce all’aumento delle resistenze cervico uretrali (cioè a livello del collo della vescica e dell’uretra prostatica).

L’esame principe per la valutazione morfologica della prostata è l’ecografia transrettale: fornisce informazioni abbastanza precise sulla forma e sulle dimensioni di prostata ed adenoma, sulla ecostruttura, sulla presenza eventuale di calcificazioni, ascessi o nodularità sospette per carcinoma, sulla presenza di un “lobo medio” che aggetta in vescica. E’ un esame utile per la scelta della metodica da utilizzare in previsione di una disostruzione endoscopica o chirurgica.

Sia la componente statica, da compressione, sia la componente dinamica, da ipertono muscolare liscio, dell’ostruzione determina una serie di sintomi che vengono denominati sintomi “di svuotamento” o ostruttivi: una diminuzione del flusso, la sensazione di difficoltà ad urinare (disuria), l’utilizzo della contrazione addominale per aiutare la minzione, un incompleto svuotamento della vescica con la conseguente necessità di andare più spesso ad urinare (pollachiuria), in alcuni casi il blocco completo della minzione (ritenzione urinaria acuta) con la necessità della cateterizzazione.