Prostata ingrossata: sintomi, cause, cura, rischi, dieta e rimedi naturali

  • povera di grassi polinsaturi, zuccheri complessi e proteine animali;
  • ricca di fibre, vegetali e frutta,
  • ricca di alimenti che contengono la giusta quantità di vitamina A, C ed E,
  • di cereali e vegetali.

Nicturia. Bisogno continuo di urinare durante le ore notturne e sensazione di non riuscire a trattenersi.

In caso di cancro, è possibile seguire una terapia ormonale che, bloccando gli effetti del testosterone, può rallentare la progressione del tumore e ritardare la sua diffusione migliorando la sintomatologia e prolungando la vita.

L’iperplasia prostatica può comportare frequenti infezioni delle vie urinarie, alterare la funzione renale, causare disfunzioni erettili e sterilità.

La prostatite acuta può cronicizzare, generare ascessi che devono essere drenati chirurgicamente, trasmettere, se non si interviene con prontezza, l’infezione al sangue ed indurre setticemia.

Meno efficace è invece in caso di tumori a rapido accrescimento data l’alta probabilità di diffusione ad altri organi.

Infiammazioni di uretra e vescica. Lo svuotamento incompleto della vescica favorisce proliferazione di germi e batteri con possibilità di infezione.

Approfondimento sull’’anatomia della prostata.

L’iperplasia è comune negli uomini dopo i 50 anni ed è probabilmente legata alle variazioni ormonali soprattutto di testosterone.

  • problemi di controllo urinario (incontinenza)
  • difficoltà di ottenere e mantenere un’erezione (impotenza)
  • perdita di fertilità spermatozoi (infertilità)
  • passaggio dello sperma nella vescica anziché attraverso l’uretra (eiaculazione retrograda)
  • stenosi uretrale (restringimento del punto urinario)

Sebbene l’approccio transuretrale è quello più usato, ci sono altre procedure chirurgiche per l’asportazione della prostata, come il transvesical, l’approccio retropubica e sovrapubica. Il vantaggio principale dell’approccio transuretrale è che nessuna incisione esterna è realizzata, tuttavia, è difficile da rimuovere una prostata di grandi dimensioni utilizzando TURP.

La chirurgia della prostata non è raccomandato per gli uomini che hanno:

La convalescenza dopo una rimozione di prostata: la degenza ospedaliera di prostatectomia aperta è di circa 4-7 giorni ed il recupero completo dopo l’intervento possono prendere 3 settimane.

Pazienti sottoposti a intervento chirurgico per curare un ingrossamento della prostata può avere bruciore alla minzione, sangue nelle urine, minzione, frequenza urinaria e urgenza.

  • disturbi della coagulazione del sangue
  • malattie della vescica (vescica neurogena)

Prostatectomia aperta

Per le ghiandole più grande di 30 grammi e inferiore a 80 grammi, viene eseguita la TURP mentre se la prostata è più di 90 grammi,viene solitamente impiegata la tecnica della prostatectomia a cielo aperto.

Dopo l’intervento chirurgico, sarà posizionato un catetere di Foley, nel corpo per contribuire ad eliminare eventuali tracce di urine che inizialmente si possono presentare che vanno pero’ a scomparire con il tempo.

Alla rimozione del catetere vescicale, è normale osservare delle perdite involontarie di urina. Il recupero della continenza urinaria necessita di alcuni mesi, in base al tipo di intervento effettuato e alla scelta della tecnica chirurgica.

I tessuti asportati durante l’intervento chirurgico vengono analizzati con lo scopo di ottenere ulteriori informazioni sulla malattia e stabilire alcuni importanti parametri come l’estensione del tumore, e quindi lo stadio, caratteristiche biologiche della malattia che ne caratterizzano l’aggressività.

Generalmente dopo l’intervento, in assenza di complicazioni, la dimissione dall’ospedale avviene dopo circa una settimana. Il catetere vescicale, che viene posizionato durante l’intervento, viene mantenuto in sede per un periodo di solito variabile da 5 a 10 giorni, in base alla tecnica operatoria eseguita, alle condizioni locali intra-operatorie e del decorso post-operatorio. Durante questo periodo vengono somministrati alcuni farmaci con lo scopo di favorire il decorso operatorio e la guarigione della ferita chirurgica.

La riabilitazione gioca un ruolo cruciale nella riduzione dell’incontinenza e, quando possibile, dovrebbe essere iniziata prima dell’intervento chirurgico.

Considerando la portata dell’intervento, possono tuttavia esserci delle conseguenze negative per il paziente sottoposto alla prostatectomia radicale. Gli effetti collaterali più importanti possono essere la disfunzione erettile, cioè la riduzione o l’assenza di erezione, e l’incontinenza urinaria.

Si procede inoltre all’analisi dei linfonodi delle regioni adiacenti per verificare un’eventuale presenza di cellule tumorali.

L’intervento viene generalmente effettuato in anestesia “loco-regionale”, cioè mediante una piccola iniezione di anestetico a livello della colonna vertebrale (generalmente in associazione ad una sedazione) oppure in anestesia generale.

La decisione del chirurgo sul tipo di strategia e chirurgia da utilizzare, dipende da una valutazione delle caratteristiche, delle dimensioni e dell’estensione del tumore.

La decisione di procedere con la chirurgia ha una finalità curativa: lo scopo è infatti quello di eliminare tutto il tumore.