Prostata ingrossata: sintomi, cause, cura, rischi, dieta e rimedi naturali

E’ un ingrandimento benigno della ghiandola che avviene per proliferazione (aumento) del numero delle cellule che costituiscono il tessuto della prostata, secondo un processo che in medicina è noto come iperplasia. L’iperplasia prostatica benigna è nota anche come adenoma prostatico ed ancora, anche se in maniera impropria, come ipertrofia prostatica benigna. Impropria perché l’aumento di volume prostatico è dovuto ad un aumento del numero di cellule e non alla trofia (ingrossamento) delle singole cellule e quindi a rigore si dovrebbe parlare di iperplasia e non ipertrofia.

Meno efficace è invece in caso di tumori a rapido accrescimento data l’alta probabilità di diffusione ad altri organi.

Gli inibitori della 5α-reduttasi ossia della trasformazione di testosterone in DHT.

Anche la radioterapia è efficace per tumori localizzati. E comunque usata anche per alleviare il dolore nei casi di diffusione del cancro prostatico alle ossa.

Poichè la prostata, posizionata subito al di sotto della vescica, è attraversata dall’uretra, quando per una qualsiasi causa si ingrossa, ne strozza il lume e compromette il normale deflusso delle urine.

Il carcinoma prostatico è il cancro maschile più comune che nella maggior parte dei casi inizia come un piccolo rigonfiamento della ghiandola senza provocare sintomi fino al raggiungimento dello stadio avanzato.

La terapia è fondamentalmente di 4 tipi: farmacologica, chirurgica, dieta e rimedi naturali.

La cura per la prostatite acuta di origine batterica consiste nell’assunzione di antibiotici. La terapia va protratta per un periodo abbastanza lungo (anche superiore alle tre settimane) fino alla completa scomparsa dei batteri perché la prostata si dimostra poco sensibile all’azione dei farmaci.

L’ingrossamento della ghiandola prostatica, va tenuto sotto controllo, infatti esso, se non correttamente trattato, può comportare rischi e complicanze molto serie.

Esistono diversi fattori che possono influire sulla probabilità di ammalarsi di cancro alla prostata, ad esempio:

Ne riconosciamo tre casi principali:

  • Vigile attesa: anche chiamata sorveglianza attiva, prevede un periodico controllo del tumore senza alcun tipo di trattamento, che inizierà solo nel caso di peggioramento. In molti uomini il tumore manifesta una progressione talmente lenta da non causare alcun pericolo per decenni.
  • Chirurgia. L’approccio chirurgico più comune prevede la completa asportazione della prostata.
  • Radioterapia. Questo trattamento utilizza radiazioni per uccidere le cellule tumorali e ridurre la dimensione dei tumori.
  • Terapia ormonale. In alcuni casi si procede alla somministrazione di farmaci in grado di ridurre o impedire la sintesi di testosterone.

La prostata appare più grande del normale (ingrossata), ma non si tratta di un tumore.

Se la prostata è più grande del normale potrebbero verificarsi i seguenti sintomi:

In presenza di uno o più di questi sintomi vi consigliamo di recarvi dal medico per effettuare un esame. Tra le terapie dell’ipertrofia prostatica benigna troviamo:

  • aggressività e grado di diffusione del tumore,
  • età.
  • stato di salute.

Per scoprire se questi sintomi siano causati dal tumore alla prostata, il medico vi interrogherà su tutti i dettagli dei vostri precedenti clinici. Inoltre eseguirà un esame fisico, durante il quale introdurrà un dito nel retto per valutare se la prostata presenta indurimenti o protuberanze.

L’esame del PSA può individuare soltanto tumori piccoli, che ancora non si sono sviluppati né diffusi nel resto dell’organismo. Non tutti i tumori alla prostata hanno prognosi infausta e diverse terapie possono causare effetti collaterali, ecco perché a volte i medici preferiscono consigliare l’attesa vigile, finché non risulta evidente la necessità di una terapia.

Potresti avere la prostatite senza accusare sintomi, oppure avere sintomi talmente gravi ed improvvisi da rivolgerti al pronto soccorso.

  • Frequenza e urgenza minzionale
  • Difficoltà a urinare
  • Dolore o bruciore durante la minzione
  • Brividi e febbre

Altri sintomi comprendono dolore intermittente nel basso addome, intorno all’ano, all’inguine o alla schiena. In alcuni casi i batteri possono raggiungere i vasi deferenti (i tubi che portano lo sperma dai testicoli all’uretra), causando dolore inguinale o un’infezione dell’epididimo (l’area prossima al testicolo in cui le cellule spermatiche maturano e vengono conservate).

Se la prostatite è cronica è necessario un corso di quattro settimane di compresse di antibiotici. Può anche essere prescritto un farmaco alfa-bloccante.I farmaci alfa-bloccanti aiutano a rilassare i muscoli della vescica e possono quindi migliorare i problemi di minzione. I possibili effetti collaterali degli alfa-bloccanti sono:

Non è chiaro come la prostatite si infetti. È possibile che i batteri che la causano risalgano alla prostata tramite un flusso inverso di urina infetta dall’uretra o provengano dall’intestino retto. Una volta si credeva che la prostatite fosse una malattia a trasmissione sessuale, ma ricerche più recenti suggeriscono che solo pochi casi sono dovuti al sesso.

La prostata può ingrossarsi, causando un flusso urinario meno vigoroso. Talvolta sangue nelle urine e una eiaculazione dolorosa sono altri sintomi della prostatite.

Se la prostatite è causata da un’infezione batterica occorre un ciclo di antibiotici. Tuttavia, in molti casi di prostatite non c’è infezione e la causa è incerta, il che rende il trattamento difficile.

Il dolore può essere alleviato con paracetamolo e/o ibuprofene. Se il dolore è particolarmente acuto può essere prescritto un antidolorifico più forte, come la codeina.

  • Sei stato sottoposto di recente all’inserzione di un dispositivo medico come un catetere urinario (un tubo morbido lubrificato che serve per drenare l’urina dalla vescica)
  • Hai avuto rapporti sessuali anali
  • Hai un tratto urinario anormale
  • Hai recentemente avuto un’infezione della vescica
  • Hai la prostata ingrossata