Prostata x1

Nonostante l’efficacia delle terapie mediche, molti casi di IPB devono essere risolti endoscopicamente o, più di rado, mediante chirurgia a cielo aperto. In generale, l’indicazione alla disostruzione si pone quando la terapia medica non è sufficiente a garantire lo svuotamento completo a basse pressioni, il controllo dei sintomi, la prevenzione delle complicanze.

L’ecografia sovrapubica (addominale) è invece più utile per studiare la vescica (alterazioni da sforzo, diverticoli presenza di un eventuale residuo postminzionale) oltre che i reni e le alte vie.

Con l’invecchiamento si registra fisiologicamente, quindi in tutti gli individui, una variazione del rapporto tra testosterone ed estrogeni con un aumento di importanza relativa di questi ultimi; questo diverso ambiente ormonale determina all’interno della prostata una iperplasia, cioè un aumento del numero delle cellule (soprattutto a carico del comparto fibromuscolare), con aumento del volume totale della ghiandola. Queste modificazioni si rendono particolarmente evidente nella parte centrale della ghiandola, quella che contorna l’uretra: questa porzione ghiandolare (potremmo pensare ad una specie di “nòcciolo” all’interno della prostata) aumentando di volume diventa riconoscibile anatomicamente e agli esami di imaging (ecografia soprattutto), e viene comunemente definita “adenoma prostatico” o Iperplasia Prostatica Benigna (IPB).

Da quanto detto si comprende quanto sia importante una diagnosi tempestiva di ostruzione da IPB e la definizione dello fase in cui si trova la malattia. Gli obiettivi della diagnostica strumentale in un paziente con (sospetta) IPB sono essenzialmente di ordine morfologico, cioè avere informazioni su dimensioni e struttura di prostata (e vescica), e di ordine funzionale, cioè avere una misura di quanto la prostata ingrandita interferisca sulla funzionalità del basso apparato urinario.

Prostata ed invecchiamento

La prostata è indispensabile per la fertilità del maschio in quanto produce l’80% del liquido seminale; la restante parte del liquido seminale è prodotta dalle vescicole seminali e, solo per l’1 – 2% in volume, dai testicoli. Il secreto della prostata e delle vescicole seminali è il “medium” attraverso cui gli spermatozoi prodotti dai testicoli, possono giungere vitali ad esplicare la loro azione fecondante. Il secreto vescicolare e testicolare raggiunge l’uretra prostatica durante le prime fasi del rapporto tramite i due dotti eiaculatori, che attraversano la prostata in direzione postero-anteriore; qui si unisce al secreto prostatico, e il liquido seminale così costituito viene espulso all’esterno durante il riflesso eiaculatorio.

Il problema principale nell’uso in terapia dei primi alfa litici (doxazosina) era correlato alla azione contemporanea sui recettori alfa vascolari, che determinava una azione ipotensivizzante a volte utile e sfruttabile in terapia, ma spesso indesiderata e mal tollerata. Via via sono comparse in commercio altre molecole caratterizzate da una sempre maggiore selettività per i sottotipi recettoriali alfa presenti sulla muscolatura liscia urinaria, e quindi gravati da una minore incidenza di effetti indesiderati cardiovascolari: terazosina, alfuzosina, tamsulosina, fino all’ultima molecola uscita silodosina. Effetti cardiovascolari a parte, l’effetto indesiderato più frequentemente lamentato in seguito all’assunzione degli alfa litici, soprattutto delle molecole più recenti, è l’eiaculazione retrograda, determinato dalla incapacità del collo vescicale di chiudersi sotto stimolo alfa adrenergico durante il rapporto sessuale e il riflesso eiaculatorio; i pazienti dovrebbero essere preventivamente informati su questo effetto, comunque reversibile alla sospensione del farmaco.

Studiare la prostata e il basso apparato urinario: le indagini strumentali

Nell’ultima fase, fortunatamente oggi visibile in una bassissima percentuale di casi, si realizza la cosiddetta ritenzione cronica d’urina: il residuo postminzionale può occupare tutta la capacità vescicale, e in questo caso non vi è più una vera e propria minzione, ma l’urina defluisce goccia a goccia, continuamente (si parla di iscuria paradossa o di incontinenza da overflow). Il mancato deflusso si ripercuote sulle alte vie, determinando idronefrosi bilaterale fino all’insufficienza renale cronica.


Prostata aumentata di dimensioni con consistenza parenchimatosa. Solco mediano non conservato
Non lesioni nodulari in zona capsulare periferica

Nel caso di una prostatite acuta la prostata sarГ dolente e molto dolorabile alla digitopressione, di volume aumentata e di consistenza inferiore (pastosa) alla norma per l’edema importante.

cioГЁ POSSO AVERE UNA PROSTATA GIGANTESCA E NON AVERE SINTOMI
oppure una PROSTATA NORMALE ED AVERE INTENSI SINTOMI DA RICORRERE ALL’INTERVENTO


Prostata aumentata di dimensioni con consistenza pastosa. Molto calda alla esplorazione.
Forte dolore evocato dalla manovra.
Solco mediano non conservato
Non lesioni nodulari in zona capsulare periferica

Le dimensioni della ghiandola prostatica NON SONO CORRELATE :
– alla gravitГ dei sintomi (LUTS)
– al grado di ostruzione segnalato alla flussometria
– ai risultati di un eventuale trattamento.

L’esplorazione digito-rettale della prostata ГЁ il cardine dell’esame obiettivo nella patologia prostatica. Il tono dello sfintere ГЁ importante per una diagnosi di sospetto di eventuali patologie neurologiche quando questo sia fortemente ridotto. Altrettanto importante ГЁ la possibilitГ di diagnosticare neoplasie occulte del canale anale. L’esplorazione vera e propria della prostata fornisce informa su:
– forma
– volume
– consistenza della prostata,
– simmetria
– presenza di aree dolorabili alla palpazione.


Prostata di medio aumentate dimensioni con consistenza parenchimatosa.
Non lesioni nodulari in zona capsulare periferica


Prostata di medie dimensioni con consistenza fibroelastica e nodularita capsulari meritevoli di approfondimento diagnostich se presenti alterazioni del psa ed etГ > 45 anni


Prostata di normali dimensioni con consistenza parenchimatosa.
Non lesioni nodulari in zona capsulare periferica