Prostatite cronica e figli

I trattamenti e le cure più utilizzati in caso di prostatite acuta batterica e di prostatite cronica batterica si basano sull’assunzione di antibiotici, in quanto queste sostanze combattono contro i batteri; il trattamento della prostatite non batterica, invece, è più difficile da individuare, in quanto, a seconda della causa, è necessario adottare una cura diversa.

La prostatite cronica non batterica è la forma più comune di prostatite, infatti la maggior parte dei casi di prostatite vengono ricondotti a questo tipo di disturbo; il principale sintomo della prostatite cronica non batterica è il dolore che viene avvertito a livello delle vie urinarie e che persiste per circa tre mesi.
Nelle persone che soffrono di prostatite cronica non batterica non vengono riscontrati batteri all’interno delle urine, ma vengono osservati altri segni di infiammazione; i sintomi di questo disturbo possono essere associati ad alcune patologie delle vie urinarie, di conseguenza può risultare difficile effettuare una diagnosi certa di prostatite cronica non batterica.

I principali sintomi della prostatite batterica acuta sono la necessità frequente di urinare, che si manifesta come una vera e propria urgenza, persino durante la notte, e la sensazione di dolore all’altezza del bacino ed in corrispondenza delle vie urinarie; altri sintomi che possono manifestarsi sono la febbre, i brividi, la nausea e la sensazione di bruciore durante la minzione.

I sintomi della prostatite possono presentarsi improvvisamente ed in forma acuta, in caso di prostatite acuta, o, in alcuni casi, in genere di prostatite cronica, possono persino non essere avvertiti.
I sintomi più frequenti della prostatite, indipendentemente che si tratti di prostatite acuta o di prostatite cronica, sono lo stimolo frequente di urinare, la difficoltà nell’atto di urinare, il dolore o, comunque, una sensazione di bruciore durante la minzione; altri sintomi che possono manifestarsi, sebbene siano meno frequenti, sono i brividi, la febbre e il dolore avvertito all’altezza della addome, in particolar modo nella zona inferiore.
In alcuni casi, l’infezione causata dalla prostatite può determinare il gonfiore della prostata, da cui deriva un flusso di urina più lento; altri sintomi che possono derivare da questa condizione sono il dolore pelvico ed il dolore avvertito durante i rapporti sessuali.

Questi trattamenti sono, in genere, i più utilizzati, tuttavia bisogna ricordare che esistono diverse altre cure che possono essere adottate in caso di prostatite, di conseguenza è necessario rivolgersi al proprio medico che andrà a stabilire il trattamento più adatto.

Le forme in cui la prostatite si manifesta sono diverse, tuttavia si possono distinguere tre tipi principali di prostatite, vale a dire la prostatite batterica acuta, la prostatite batterica cronica e la prostatite non batterica.

La prostatite batterica cronica è causata da infezioni frequenti delle vie urinarie, infatti i batteri che causano le infezioni del tratto urinario possono entrare a contatto con la ghiandola prostatica, causando la prostatite batterica cronica; è molto probabile che i primi sintomi di questa condizione cronica si manifestino molto tempo dopo l’entrata in circolo dei batteri.

L’infezione della prostata può causare, in alcuni, il gonfiore di questa ghiandola che, a sua volta, va a rallentare il flusso di urina e provoca una sensazione di dolore e di bruciore, durante la minzione.
Si possono distinguere, a seconda della causa scatenante e della durata dei sintomi, tre forme di prostatite, vale a dire la prostatite acuta batterica, la prostatite cronica batterica e la prostatite non batterica.

Una volta effettuata una corretta diagnosi di prostatite, è necessario intraprendere un trattamento adeguato con tempestività, in modo da prevenire qualsiasi peggioramento delle condizioni della prostata; il trattamento contro la prostatite può essere accompagnato da rimedi naturali, casalinghi o omeopatici, che aiutano ad alleviare i sintomi associati alla prostatite.

Risposta:

In primo luogo il batterio infettante può essere una Chlamydia, un micoplasma, un’ureaplasma o un gonococco che non è stato rilevato perché non cercato con tecnica idonea (PCR-DNA). In caso invece che tale tecnica sia stata usata allora il mancato rilevamento può essere dovuto al fatto che l’infezione sia “incistata” in qualche parte della prostata non in comunicazione con le vie urinarie. In tale caso allora l’antibiotico di terapia potrebbe non arrivare al batterio.

Gentile Sig. Pasquale,,

la spiegazione di una spermiocoltura negativa a fronte di una positività di uno spermiogramma di un’eco prostatica, può essere duplice.

“Salve sono un paziente che ha una prostatite cronica da circa 8 anni che si evince dallo spermiogramma e dall’ ecografia prostatica ma non dalla spermiocoltura, volevo sapere se è una cosa normale. ed inoltre se i farmaci iniettati con questa tecnica invasiva possono portare a possibili tumori della prostata, io sono fortemente interessato a questa tecnica purche’ ho delle garanzie di successo, a proposito che percentuali si hanno ? Ed inoltre c’ è una scarsa possibilità di avere in futuro brutte sorprese es. tumori ?.

La prostata e i diversi disturbi che possono riguardare questa ghiandola, è un tema molto discusso che genera talvolta pareri discordanti tra gli specialisti del settore. Numerose le domande pervenute sull’argomento…

Lo specialista risponde

Vi ringrazio anticipatamente. Distinti saluti. Pasquale.”

Circa le possibilità di guarigione, le accludo un lavoro pubblicato sull’argomento nel 2002. Da allora le percentuali di guarigione sono ulteriormente aumentate.