Prostatite da Escherichia Coli

15 giorni dopo mi reco dall’Urologo che a fronte della situazione mi segna spermiocoltura immediata. Risultato infezione da escherichia coli con carica pari a 1.500.000 ufc/ml.

Buongiorno,
gentili dottori, innanzitutto vorrei fare i complimenti per la tempestività e la professionalità che ho riscontrato su questo forum in casi precedenti.

Eseguo la quinta spermiocoltura accompagnata da tampone uretrale, il risultato del tampone uretrale è completamente negativo la spermiocoltura segnala carica batterica pari a 150.000 ufc/ml.

Rieseguo la spermiocoltura e mi viene segnato Bassado (mattina e sera), alla fine della quale noto solo qualche lievissimo miglioramento.

Alla sesta spermiocoltura, con carica di 50.000 ufc/ml il dottore mi consiglia di fermarci con gli antibiotici e proseguo con topster per una settimana ma non ho sostanziali miglioramenti inoltre in tutto questo percorso antibiotico ho sempre preso anche bifiprost.

Comincio la terapia antibiotica con Bactrim (mattina e sera) la 1° settimana, alla fine della quale non rilevo alcun miglioramento.

Nel mese di Gennaio 2017, ho avuto la geniale idea, trasportato dal momento, di avere un rapporto anale non protetto. Esattamente due giorni dopo è iniziato il mio incubo.

Dolore atroce nella zona sovra pubica, durante la minzione testicoli dolenti al massimo e zona anale praticamente distrutta, non potevo neanche sedermi.

Alla terza spermiocoltura prendo Rocefin (mattina e sera) per una settimana, e da qui comincia un netto miglioramento sintomi attenuati almeno del 50%.

La classificazione dell’infiammazione della prostata si basa sui principi diagnostici di laboratorio postulati da Meares e Stamey nel 1968. Il test di Stamey (descritto successivamente nella sezione dedicata alla diagnosi) si basa sull’ esame microscopico e colturale delle urine, dello sperma e del secreto prostatico indotto tramite massaggio della prostata. In base a questo importante test diagnostico è possibile individuare quattro categorie:

Prostatite

Il trattamento della prostatite batterica (acuta e cronica) si basa sulla somministrazione di antibiotici che erroneamente sono i farmaci più impiegati dagli urologi perché la causa batterica è riconoscibile solo nel 5-10% dei casi di prostatite. Esistono infatti altri modi per curare la prostatite.

La prostatite infiammatoria asintomatica (tipo IV), in passato denominata prostatodinia, è caratterizzata dall’ assenza di sintomi e dal riscontro casuale di cellule infiammatorie o batteri nelle urine e/o nello sperma in esami di laboratorio eseguiti per altri motivi. Questo tipo specifico si può diagnosticare anche in uno studio istologico della prostata eseguito per altri motivi: in una biopsia prostatica praticata per una elevazione del PSA oppure su un campione di prostata asportata tramite intervento di prostatectomia radicale eseguita in caso di tumore alla prostata.

Prevenzione

La prostatite batterica cronica (tipo II) è un’infezione recidivante della prostata e dell’apparato urinario. I sintomi sono meno gravi di quelli legati alla prostatite batterica acuta.

Epidemiologia
La prostatite può interessare gli uomini di tutte l’età. Si stima che il 50% degli uomini lamenti questo problema almeno una volta durante la vita. La prostatite, infatti, è la patologia uro-andrologica più comune negli uomini di età inferiore ai 50 anni e la terza per frequenza in quelli al di sopra dei 50 dopo l’ipertrofia prostatica ed il tumore alla prostata.

  • prostatite batterica acuta(prostatite di tipo I)
  • prostatite batterica cronica(prostatite di tipo II)
  • prostatite abatterica anche denominata Dolore pelvico cronico o, con termine anglosassone, Chronic Pelvic Pain Syndrome (CPPS) (prostatite di tipo III)
  • prostatite infiammatoria asintomatica (prostatite di tipo IV)

La prostatite è una infiammazione della prostata. È una patologia molto comune che può causare sintomi molto fastidiosi e se non si esegue una diagnosi tempestiva e non si instaura un trattamento mirato, può cronicizzarsi e, in alcuni casi, determinare pericolose e gravi complicanze.

Iniziamo quindi col conoscere Escherichia coli (o, come spesso viene abbreviato, E. coli): questo batterio è presente nell’intestino di molte specie di mammiferi, fra cui l’uomo, e fa parte della normale flora batterica intestinale. Si tratta quindi di un germe commensale, che vive in equilibrio con l’organismo ospitante e non solo non arreca alcun danno, ma contribuisce anzi ai processi di digestione degli alimenti. Quando questo equilibrio si spezza, tuttavia, E. coli può diventare causa di diverse malattie e alcuni ceppi (detti uropatogeni) possono provocare infezioni delle vie urinarie.

La febbre è poco comune e le urine possono essere talvolta torbide o maleodoranti.

  • inadeguatezza del campione di urina,
  • errore nella sua conservazione,
  • a causa di una contaminazione avvenuta in laboratorio.

Qualora si isolino alcuni ceppi batterici, inoltre, sarà possibile procedere con un ulteriore esame: l’antibiogramma, che consiste nell’esporre i batteri trovati nelle urine a diversi antibiotici, valutando quindi la sensibilità dei microrganismi all’azione dei farmaci.

L’esame risulta positivo se la conta dei batteri è superiore alle 100.000 UFC (sigla che sta per Unità Formanti Colonie); un numero inferiore, al contrario, non è da considerarsi significativo per la diagnosi.

Anche se normalmente non necessita di trattamento, questa condizione dev’essere sempre sottoposta a terapia antibiotica nelle donne in gravidanza, perché in questo caso particolarmente a rischio di sviluppare una cistite franca e le relative eventuali complicanze.

  • Adeguata igiene delle parti intime: La misura di prevenzione più importante è sicuramente una frequente e accurata pulizia delle parti intime. In particolar modo è importante, durante il lavaggio della regione anale, avere l’accortezza di non strofinare nella direzione dei genitali: questo movimento, infatti, esita facilmente nella contaminazione delle vie urinarie attraverso il meato uretrale.
  • Abbondante idratazione: Un apporto idrico abbondante favorisce la diuresi impedendo che il ristagno dell’urina in vescica (che, come già accennato, favorisce la crescita batterica). Per le persone adulte è consigliato bere almeno due litri di acqua ogni giorno.
  • Utilizzo del profilattico: Il preservativo, contrariamente ad altri metodi, è utile non solo come anticoncezionale, ma anche come protezione per le malattie sessualmente trasmissibili.

Il cardine del trattamento è rappresentato dagli antibiotici, in particolar modo quelli che sono attivi all’interno delle urine. I più utilizzati sono:

L’infezione da Escherichia coli nelle urine può essere di norma prevenuta attraverso l’abitudine a semplici norme comportamentali, che dovrebbero essere seguite scrupolosamente soprattutto in presenza dei fattori di rischio visti e/o se il paziente ha una storia di cistiti recidivanti.