Prostatite dieta: cosa mangiare e cosa non mangiare

Gli alimenti che contengono la caffeina, anche in quantità minime, sono numerosi, perciò non è sufficiente eliminare dalla propria dieta il caffè, ma occorre sapere quali sono i vari alimenti che contengono questa sostanza; se si è abituati a consumare queste bevande o questi alimenti, può essere estremamente utile sostituire il caffè con il caffè decaffeinato e le altre bevande ed alimenti con alimenti che non contengono caffeina.

Gli allergeni sono tutte quelle sostanze che possono scatenare una reazione allergica da parte dell’organismo; dalla propria dieta, quindi, è necessario eliminare, per la propria salute e non solo in caso di prostatite, tutte gli alimenti ai quali si è allergici o intolleranti, in quanto il consumo di queste sostanze potrebbe scatenare una reazione allergica. Le reazioni allergiche, ovviamente, devono essere evitate, sia perché potenzialmente pericolose per la salute dell’organismo, sia perché, in questo caso, possono peggiorare i sintomi derivanti dalla prostatite.

I succhi di agrumi, infatti, essendo acidi, possono causare irritazione ed acuire i sintomi associati alla prostatite, di conseguenza si consiglia di ridurre il consumo di agrumi che, in generale, sono un’ottima fonte di nutrienti ed estremamente utili per la salute dell’organismo; si possono consumare, in alternativa, altri succhi di frutta, come il succo di mela o il succo di pera, che risultano essere, sicuramente, meno acidi dei succhi di agrumi.

In secondo luogo, bisognerebbe eliminare dalla propria dieta tutti gli alimenti e le bevande contenenti caffeina, in quanto, tra le altre cose, possono causare irritazione e disidratazione, due condizioni che tendono a peggiorare la prostatite. Essendo la caffeina una sostanza stimolante che può peggiorare i sintomi associati all’infiammazione ed alla prostatite, eliminare gli alimenti e le bevande contenenti caffeina dalla propria dieta può essere estremamente utile per ridurre i sintomi derivanti da questa infiammazione della ghiandola prostatica.

In conclusione, in caso di prostatite infettiva, ovvero di prostatite di origine batterica, è necessario eliminare dalla propria dieta tutti quei cibi che contengono nutrienti utili alla riproduzione dei batteri; in caso di prostatite non infettiva, invece, bisognerebbe evitare gli alimenti che possono provocare i sintomi tipi delle allergie alimentari.

Tra gli alimenti che occorre eliminare, ricordiamo, primo tra tutti, l’alcol, in quanto gli effetti negativi dell’alcol sulla prostatite sono ben noti: l’alcol, infatti, può scatenare i sintomi della prostatite o rendere i sintomi associati alla prostatite ben più gravi; l’assunzione di bevande alcoliche, inoltre, può causare la disidratazione, una condizione che andrebbe assolutamente evitata in caso di prostatite.

Secondo le ricerche più recenti, è possibile ridurre ed alleviare i sintomi associati alla prostatite, adottando una dieta che escluda tutti quei cibi che possono, in qualche modo, acuire i sintomi derivanti dalla prostatite.

Alcuni cibi possono rendere i sintomi associati alla prostatite più acuti, di conseguenza può essere estremamente utile riuscire ad eliminare o, comunque, a ridurre il consumo di questi alimenti; nonostante ciò, in caso di prostatite, non bisogna adottare un particolare regime alimentare, ma è sufficiente mantenere la propria dieta sana ed equilibrata, avendo cura di evitare alcuni alimenti che potrebbero peggiorare le condizioni della prostatite.

La dieta da intraprendere in caso di prostatite deve essere, innanzitutto, una dieta sana, quindi deve comprendere tutti quei cibi che bisognerebbe consumare sempre, indipendentemente dalle proprie condizioni di salute, tra i quali la frutta, la verdura, il pesce, i cereali integrali, l’olio e così via.

  1. Ridurre al minimo l’irritazione della mucosa colica
  2. Aumentare la frequenza e la facilità delle evacuazioni
  3. Prevenire ed eventualmente ridurre la sintomatologia delle emorroidi

In primo luogo, ricordiamo che la dieta per la prostatite è NORMOcalorica, ovvero tende a mantenere il peso fisiologico del soggetto; nel caso in cui la persona soffra anche di sovrappeso, la dieta normocalorica per la prostatite “potrebbe” determinare una riduzione più o meno significativa del tessuto adiposo.
Sia per quella acuta che per quella cronica, infettiva o non patogena, la dieta per la prostatite è SEMPRE ricca in liquidi e costituita essenzialmente da alimenti leggeri, di facile digestione, poco elaborati, con pochi ingredienti GRASSI di origine animale, e ricca invece di prodotti magri ricchi d’acqua.
La dieta per la prostatite non patogena e secondaria ad altri disturbi dell’intestino è MIRATA alla risoluzione dell’agente scatenante. In tal caso (soprattutto nella sindrome da dolore pelvico cronico), diventano diete per la prostatite: la dieta per la sindrome da colon irritabile, la dieta per la stipsi e la dieta contro le emorroidi.
Questi tre tipi di dieta sono estremamente affini, salvo nelle forme di colon irritabile che manifestano anche periodi di diarrea. Questi regimi alimentari sono dunque vere e proprie terapie nutrizionali e si prefiggono gli obbiettivi di:

  • Aumentare l’apporto di fibra alimentare, eventualmente con lassativi “di massa”
  • Aumentare l’apporto di acqua
  • In certi casi, aumentare l’apporto di lipidi (meglio insaturi)
    NB. i grassi totali non devono mai superare il 30% delle calorie, per evitare il rischio di deposito adiposo e difficoltà digestiva
  • Diminuire i nervini: alcol, caffeina ecc.
  • Diminuire le scorie della dieta: macronutrienti carbonizzati in cottura
  • Diminuire gli agenti irritanti come il pepe, molte spezie o la capsaicina
  • Favorire lo sviluppo della flora batterica fisiologica nell’intestino crasso
  • Alla moderazione dei sintomi per le forme acute infettive o croniche infettive
  • Alla cura per quelle non patogene secondarie (legate a disturbi del circolo sanguigno per sofferenza del colonretto o a sostanze irritanti di origine alimentare).

La prostatite acuta patogena si manifesta con febbre, malessere generalizzato, ritenzione acuta d’urina, urine torbide, dolore peri renale o lombare, dolore testicolare e disturbi della minzione. La cura, in caso di infezione batterica, è costituita prevalentemente dalla somministrazione tempestiva di antibiotici ad ampio spettro ed eventualmente di antinfiammatori analgesici. Una dieta corretta può essere di grande aiuto.
La prostatite cronica si manifesta con dolore, spesso febbre (ma solo nel caso di quella infettiva), senso di pesantezza in sede peri renale, dolenza uretrale, a volte disturbi della minzione. La prostatite cronica è più difficile da curare; se presente, è necessario individuare il patogeno responsabile al fine di identificare un antibiotico specifico. Nel caso in cui non sia possibile identificare l’agente patogeno specifico (come nella sindrome da dolore pelvico cronico), si provvede a ridurre i sintomi, i fattori predisponenti e le eventuali complicazioni. Anche in questo caso, ma per motivi differenti, una dieta corretta può essere d’aiuto o addirittura risolutiva.

Tutto questo è assolutamente NECESSARIO per combattere il “potenziale” fattore scatenante di certe prostatiti, ovvero l’alterazione del flusso circolatorio PER CAUSA della ben nota malattia emorroidaria. Infatti, a causa del rigonfiamento e dell’infiammazione dei vasi emorroidali (emorroidi), il torrente ematico irrora malamente la ghiandola prostatica, causando la sintomatologia specifica; inoltre, l’eccessiva espansione del colon adiacente alla prostata, oltre a provocare un dolore pelvico poco identificabile, può determinare una compressione della ghiandola e causare un ulteriore malessere.
Dal punto di vista nutrizionale, per combattere l’irritazione colica, la stipsi e le emorroidi, con la dieta per la prostatite ci si prefigge di:

La prostata è un organo che fa parte del sistema riproduttore maschile; più precisamente, si tratta di una ghiandola esocrina che con il suo secreto partecipa alla composizione del plasma seminale, che è il substrato di sostentamento e veicolo degli spermatozoi. Gli spermatozoi e il plasma seminale (arricchito anche dalla secrezione delle vescicole seminali e dell’epididimo) formano lo sperma, immesso nell’uretra ed eiaculato verso l’esterno durante il coito.
La prostata è un organo piuttosto suscettibile all’invecchiamento dell’organismo. Tra le patologie/disturbi che la colpiscono più frequentemente ricordiamo: le prostatiti (o infiammazioni di vario genere della prostata), l’ipertrofia prostatica e il tumore alla prostata. A differenza delle ultime due, la prostatite NON è tipica dell’invecchiamento.

La dieta per la prostatite può rappresentare un valido contributo:

  • Bere almeno 1,0 ml di acqua ogni 1,0 kcal assunta con la dieta
  • Incrementare i cereali integrali e i legumi (questi ultimi, anche senza buccia)
  • Incrementare soprattutto gli ortaggi e anche la frutta fresca
  • Incrementare le ricette brodose a discapito di quelle asciutte
  • Prediligere oli ricavati da spremitura a freddo e crudi come condimento
  • Eliminare tutte le bevande alcoliche, i caffè il tè (soprattutto nero), la cioccolata e gli energy drink
  • Eliminare le spezie piccanti
  • Eliminare tutti i sistemi di cottura intensa e veloce, ma non utilizzare troppo la stra-cottura; prediligere la lessatura e la cottura al vapore
  • Eliminare il tabagismo
  • Praticare attività fisica regolare.