Prostatite e omeopatia

L’affezione più comune che colpisce la prostata, e che interessa tutti gli uomini, a gradi diversi ovviamente, è l’ingrossamento progressivo delle sue dimensioni, noto come ipertrofia prostatica.

In ogni caso è bene ricordare che, nella scelta del rimedio, in acuto, l’omeopatia tiene conto solo marginalmente del possibile germe responsabile dell’affezione, perché considera quale prima causa dell’insorgenza di affezioni, anche sostenute da batteri o virus, la rottura di un sottile equilibrio di tutto l’organismo, provocato dalle situazioni più disparate (libagioni eccessive, sforzi della regione pelvica inusuali, surmenage emotivo o fisico, vessazioni, collere ritenute, esposizione a fonti di perfrigerazione, ecc).

La scelta del rimedio in base ad ognuna di queste diverse motivazioni provoca sempre un deciso miglioramento dei sintomi, anche in assenza di una terapia diretta su uno specifico microorganismo, pure opportunamente identificato.

Il trattamento medico tradizionale consiste nella somministrazione precoce di antibiotici, a volte preceduta dall’effettuazione di un’urinocoltura, questo per prevenire possibili complicanze che consistono nell’interessamento, da parte dell’infezione, di strutture limitrofe come i testicoli (orchite) e gli epididimi (epididimite).

La prostata, nella sua porzione periferica, o mantellare, può andare incontro anche ad affezioni di tipo neoplastico, molto comuni – e quindi del tutto innocue – nei riscontri autoptici di uomini particolarmente longevi, ma in alcuni casi anche aggressive e metastatizzanti.

  • la semplice congestione, per lo più inosservata;
  • l’infezione acuta di origine batterica;
  • l’infezione cronica sia di origine batterica sia abatterica.

La cura antibiotica in questi casi va protratta oltre i termini abituali, dal momento che la prostata è scarsamente vascolarizzata e questo non permette ai farmaci di raggiungere un’adeguata concentrazione nella sede dell’infezione. La mancata completa eradicazione dei germi responsabili dell’infezione, può provocare l’insorgenza di una prostatite cronica, che si manifesta con dolori locali intermittenti, sensazioni saltuarie di bruciore durante la minzione, oppure ancora di pesantezza in sede pelvica o perianale. In questa forma la terapia antibiotica, spesso a cicli, può durare anche diversi mesi, e non sempre associarsi a remissione completa dei sintomi.

La prostatite acuta di origine batterica è spesso causata da microorganismi che abitano normalmente l’intestino, e che possono raggiungere la prostata per via ascendente attraverso l’uretra. L’infezione acuta si manifesta con malessere generale, brividi e ipertermia, e si accompagna a sintomi urinari comprendenti difficoltà o sensazione di bruciore durante la minzione, bisogno impellente di urinare, e una tipica sensazione di pesantezza in sede pelvica e/o perianale. Alcune forme particolarmente aggressive provocano anche la comparsa di sangue nelle urine.

La prostatite, così come altri disturbi già trattati in questo spazio, si presta ad un trattamento diverso a seconda che i disturbi insorgano acutamente oppure tendano a cronicizzarsi nel tempo.

La prima ipotesi circa una possibile prostatite viene avanzata dal medico, tuttavia, in genere, per una diagnosi più sicura si richiede il parere di un urologo, vale a dire di un medico specializzato nelle patologie del tratto urinario e dell’apparato riproduttivo maschile.
La diagnosi della prostatite, di solito, può essere effettuata sulla base dei sintomi riportati dal paziente, tuttavia, essendo la maggior parte dei sintomi della prostatite comuni a numerose altre patologie delle vie urinarie, alcuni esami e analisi possono essere richieste per confermare la diagnosi.
I test diagnostici permettono non solo di confermare l’ipotesi di prostatite, ma soprattutto di individuare di quale forma di prostatite si tratti, comprendendone le cause specifiche; una diagnosi completa di prostatite è estremamente utile, in quanto, in base alle cause che hanno portato allo sviluppo di questo disturbo, si sceglie di intraprendere un tipo di trattamento diverso.

La prostatite cronica non batterica è la forma più comune di prostatite, infatti la maggior parte dei casi di prostatite vengono ricondotti a questo tipo di disturbo; il principale sintomo della prostatite cronica non batterica è il dolore che viene avvertito a livello delle vie urinarie e che persiste per circa tre mesi.
Nelle persone che soffrono di prostatite cronica non batterica non vengono riscontrati batteri all’interno delle urine, ma vengono osservati altri segni di infiammazione; i sintomi di questo disturbo possono essere associati ad alcune patologie delle vie urinarie, di conseguenza può risultare difficile effettuare una diagnosi certa di prostatite cronica non batterica.

I sintomi della prostatite, in genere, permettono di avanzare una ipotesi circa questa patologia, tuttavia, per una diagnosi più sicura, il medico può richiedere alcuni esami che risultano essere necessari per confermare le ipotesi; una volta effettuata la diagnosi di prostatite, occorre intraprendere una terapia contro questa patologia: il trattamento della prostatite può essere accompagnato da rimedi naturali e casalinghi che aiutano a prevenire un eventuale peggioramento dell’infiammazione e dell’infezione della prostata.

Il termine prostatite viene utilizzato per indicare una condizione di infiammazione o di infezione della prostata, una ghiandola che fa parte dell’apparato genitale maschile; la causa più frequente della prostatite è l’infiammazione della prostata, tuttavia, in alcuni casi, la prostatite può essere di origine batterica: la prostatite batterica può manifestarsi in forma acuta, quindi come una infiammazione improvvisa e temporanea della prostata, o in forma cronica, quindi come una infezione ricorrente di questa ghiandola.

I rimedi omeopatici, come anche i rimedi naturali e casalinghi, possono essere utilizzati per accompagnare la terapia vera e propria contro la prostatite, tuttavia, anche in questo caso, è necessario richiedere il parere di un medico circa la sicurezza e l’efficacia di questi rimedi.

I sintomi della prostatite batterica cronica sono simili ai sintomi della prostatite batterica acuta, tuttavia si manifestano in forma meno acuta e possono variare di intensità; proprio per questa ragione, la diagnosi della prostatite batterica cronica può risultare estremamente difficile, soprattutto per il fatto che, molto spesso, non si riscontrano batteri all’interno delle urine.

Questi trattamenti sono, in genere, i più utilizzati, tuttavia bisogna ricordare che esistono diverse altre cure che possono essere adottate in caso di prostatite, di conseguenza è necessario rivolgersi al proprio medico che andrà a stabilire il trattamento più adatto.

I sintomi della prostatite possono presentarsi improvvisamente ed in forma acuta, in caso di prostatite acuta, o, in alcuni casi, in genere di prostatite cronica, possono persino non essere avvertiti.
I sintomi più frequenti della prostatite, indipendentemente che si tratti di prostatite acuta o di prostatite cronica, sono lo stimolo frequente di urinare, la difficoltà nell’atto di urinare, il dolore o, comunque, una sensazione di bruciore durante la minzione; altri sintomi che possono manifestarsi, sebbene siano meno frequenti, sono i brividi, la febbre e il dolore avvertito all’altezza della addome, in particolar modo nella zona inferiore.
In alcuni casi, l’infezione causata dalla prostatite può determinare il gonfiore della prostata, da cui deriva un flusso di urina più lento; altri sintomi che possono derivare da questa condizione sono il dolore pelvico ed il dolore avvertito durante i rapporti sessuali.

I trattamenti e le cure più utilizzati in caso di prostatite acuta batterica e di prostatite cronica batterica si basano sull’assunzione di antibiotici, in quanto queste sostanze combattono contro i batteri; il trattamento della prostatite non batterica, invece, è più difficile da individuare, in quanto, a seconda della causa, è necessario adottare una cura diversa.