Prostatite: sintomi, cause, cure e rischi della prostata infiammata

Cistoscopia. Esame che utilizza uno speciale strumento che introdotto attraverso l’uretra fino alla vescica consente di visualizzare dall’esterno l’intero percorso ed escludere eventuali problemi dell’apparato urinario discendente.

Alimentazione ricca di frutta e verdure e cereali integrali. Serve a tenere sotto controllo la stipsi che aggrava la sintomatologia della prostatite.

Analgesici ed antiinfiammatori non steroidei. Mantengono sotto controllo la sintomatologia dolorosa

Dolori al pene o ai testicoli.

Le complicanze della prostatite sono:

E più dettagliatamente ancora in:

Batteriemia. Passaggio nel sangue che in condizioni normali è asettico dei batteri che hanno infettato la prostata.

Eliminare dalla dieta alimenti piccanti e spezie. Producono irritazione alla prostata.

Esistono anche trattamenti non farmacologici, cure naturali che possono attenuare la sintomatologia, i più comuni sono:

La ghiandola circonda l’uretra in corrispondenza del collo della vescica. Il collo della vescica è la zona da cui origina l’uretra. La vescica e l’uretra fanno parte del tratto urinario inferiore.

  • la terapia farmacologica e le procedure mini-invasive sono inefficaci,
  • i sintomi sono particolarmente fastidiosi o gravi,
  • si sviluppano complicanze.
  • il primo avviene presto, durante la pubertà, quando la prostata raddoppia le proprie dimensioni;
  • il secondo periodo inizia verso i 25 anni e continua durante quasi tutta la vita.

Negli anni successivi al trattamento o alla chirurgia un soggetto dovrà continuare a sottoporsi a esplorazione digitale rettale una volta all’anno e far controllare qualunque sintomo al proprio medico. In alcuni casi, il medico curante potrà prescrivere esplorazioni rettali e controlli più frequenti.

  • orticaria,
  • eruzione cutanea,
  • prurito,
  • affanno,
  • polso accelerato o irregolare,
  • erezione dolorosa e prolungata per ore del pene,
  • gonfiore di occhi, viso, lingua, labbra, braccia, mani, piedi, caviglie o gambe,
  • difficoltà a respirare o a deglutire,
  • dolore toracico,
  • vertigini o svenimento alzandosi bruscamente,
  • riduzione o perdita improvvisa della vista,
  • visione confusa,
  • riduzione o perdita improvvisa dell’udito,
  • dolore toracico, vertigini o nausea durante un’attività sessuale.

L’ipertrofia prostatica benigna non è in ogni caso un tumore e non sembra nemmeno predisporne lo sviluppo, benché molti dei sintomi siano comuni a entrambe le condizioni.

Dopo la chirurgia, prostata, uretra e tessuti limitrofi possono essere infiammati e gonfi, con conseguente ritenzione urinaria. Per prevenire la ritenzione urinaria, viene inserito un catetere Foley che permette all’urina di defluire liberamente fuori dalla vescica. Il catetere Foley ha un palloncino nell’estremità che viene inserita in vescica. Una volta che il palloncino è posizionato nella vescica, l’urologo lo gonfia riempiendolo di acqua sterile per mantenerlo in posizione. I soggetti sottoposti a procedure mini-invasive possono non richiedere un catetere Foley.

Fonte Principale: kidney.niddk.nih.gov (adattamento a cura della Dr.ssa Barbara Greppi)

Le complicanze della chirurgia mini-invasiva possono essere:

Bruciori durante la minzione.

In numero minore di casi, i sintomi si sviluppano rapidamente e il cancro si diffonde al di fuori della prostata.

L’iperplasia è comune negli uomini dopo i 50 anni ed è probabilmente legata alle variazioni ormonali soprattutto di testosterone.

In caso di iperplasia prostatica benigna l’ingrossamento si accompagna a:

La prostata ingrossata è un segno, ossia una condizione oggettiva che il medico può rilevare ad un esame obiettivo del paziente, per cui l’organo in questione risulta aumentato di volume travalicando le sue fisiologiche dimensioni.

Approfondimento sull’’anatomia della prostata.

limitare lo stress.

Poichè la prostata, posizionata subito al di sotto della vescica, è attraversata dall’uretra, quando per una qualsiasi causa si ingrossa, ne strozza il lume e compromette il normale deflusso delle urine.

Più efficace è senz’altro una prevenzione primaria che consiste in un corretto stile di vita: