Quando sottoporsi all’esame della prostata

  • Potrà essere indicato un esame dell’urina per la ricerca di un’infezione del tratto urinario.
  • Potranno anche essere raccomandati esami imaging, come l’ecografia transrettale, radiografie o cistoscopie.
  • Il medico consiglierà la biopsia in caso di cancro prostatico sospetto. Durante tale procedura, vengono prelevati più campioni di tessuto prostatico tramite sottili aghi inseriti nella prostata e poi rimossi. Di solito, gli aghi vengono inseriti attraverso la parete del retto (biopsia transrettale); gli aghi possono essere inseriti anche attraverso la pelle tra lo scroto e l’ano (biopsia transperineale). I campioni di tessuto prelevati vengono quindi esaminati al microscopio da un patologo. Il medico può usare l’ecografia per visualizzare la prostata durante la biopsia; l’ecografia da sola non è però diagnostica per il cancro prostatico.

  • il NHS inglese individua il valore 3.0 ng/ml,
  • l’Humanitas fissa limiti proporzionali all’età
    • 40-49 anni: 2.5 ng/mL,
    • 50-59 anni: 3.5 ng/mL,
    • 60-69 anni: 4.5 ng/mL,
    • 70-79 anni: 6.5 ng/mL.
  • così come la facoltà di medicina dell’Università di Havard.

Fino a poco tempo fa molti medici e organizzazioni sanitarie incoraggiavano uno screening annuale del PSA negli individui maschi a partire da 50 anni. Alcune organizzazioni raccomandavano agli individui a rischio elevato di cancro prostatico (maschi afro-americani e soggetti con padre o fratelli affetti dal cancro prostatico) lo screening già dai 40 – 45 anni di età.

  • ingrossamento della prostata,
  • infezione della prostata (prostatite),
  • infezione delle vie urinarie,
  • esami recenti della vescica (cistoscopia) o della prostata (biopsia),
  • recente sostituzione di un catetere vescicale,
  • recenti rapporti sessuali o eiaculazioni.

Nel caso dello screening PSA la miglior evidenza disponibile è che l’esame determina una riduzione irrilevante o nulla della mortalità per cancro prostatico.

  • L’esame è stato originariamente approvato dalla FDA (l’equivalente del nostro Ministero della Salute negli USA) nel 1986 per monitorare l’evoluzione della malattia in soggetti con diagnosi di tumore.
  • Nel 1994 la FDA ha approvato l’impiego dell’esame PSA in associazione all’esplorazione rettale digitale come test per il cancro prostatico in soggetti asintomatici. Individui con sintomi riferibili alla prostata spesso vengono sottoposti all’esame PSA, come ausilio al medico per capire la natura del problema.

Nei soggetti sottoposti a screening annuale rispetto ai soggetti del gruppo di controllo, i ricercatori dello studio PLCO hanno trovato una maggior incidenza di cancro prostatico, ma una mortalità del cancro sovrapponibile. Complessivamente, i risultati suggeriscono che molti soggetti sono stati trattati per cancri prostatici che, in assenza dello screening, non sarebbero mai stati rilevati nell’arco della loro vita. Di conseguenza, tali soggetti sono stati inutilmente esposti ai rischi potenziali del trattamento.

In generale, comunque, maggiore il livello di PSA di un individuo, maggiore è la probabilità che abbia il cancro prostatico. In aggiunta, anche il continuo incremento nel tempo dei livelli di PSA può essere segno di cancro prostatico.

Per valutare i benefici dell’esame, però, è importante sapere se diagnosi e trattamento precoci miglioreranno i risultati e ridurranno la mortalità per cancro prostatico.