Tumore alla Prostata

  • Età avanzata. Il tumore della prostata è molto raro negli uomini di età inferiore ai 40 anni, ma la possibilità di sviluppare la malattia aumenta rapidamente dopo i 50. Circa 6 su 10 casi si riscontrano in pazienti di età superiore ai 65 anni.
  • Razza/etnia. Il tumore alla prostata è più comune in alcuni gruppi etnici e razziali rispetto ad altri, ma le ragioni di queste differenze non sono chiare. In particolare, gli uomini afro-americani presentano un rischio più alto di sviluppare la malattia e una probabilità superiore che questa sia una forma aggressiva.
  • Predisposizione familiare per il cancro alla prostata o al seno. Gli uomini che hanno un parente consanguineo (padre o fratello) affetto da tumore alla prostata, presentano un rischio di ammalarsi 2-3 volte maggiore rispetto a soggetti senza familiarità; tale rischio aumenta ulteriormente se in famiglia c’è più di un parente affetto e se la malattia è stata diagnosticata prima dei 65 anni. Inoltre, il rischio sembra essere leggermente più alto per gli uomini provenienti da famiglie con un’anamnesi positiva per il cancro al seno. In particolare, la probabilità di sviluppare un tumore alla prostata è maggiore in presenza della mutazione di alcuni geni, come BRCA1 e BRCA2, coinvolti anche nell’insorgenza di tumori di seno e ovaio.
  • Stile di vita. L’obesità e la mancanza di esercizio fisico possono favorire lo sviluppo e la crescita del tumore della prostata. Il rischio è maggiore per gli uomini che consumano alimenti ricchi di grassi saturi, in una dieta povera di frutta e verdure. La maggior parte degli studi non ha riscontrato un legame evidente tra il fumo e il cancro alla prostata.
  • Infiammazione della prostata. Alcuni studi hanno suggerito che la prostatite potrebbe essere collegata ad un aumentato rischio di tumore alla prostata, mentre altre ricerche non hanno riscontrato tale evidenza. Il legame tra le condizioni non è ancora chiaro, ma è oggetto di approfondimento.

Una volta che il tipo di tumore è stato diagnosticato, il medico dovrà anche prendere in considerazione:

L’adenocarcinoma è l’istotipo più frequente tra le neoplasie prostatiche (rappresenta circa il 95% dei tumori maligni).
Tuttavia, esistono altri tumori, che differenziano per presentazione clinica e decorso, tra cui:

Il cancro alla prostata è il tumore maschile più frequente; basti pensare che in Italia, ogni anno, ne vengono diagnosticati circa 42.800 casi.

Ingrossamento della prostata (iperplasia prostatica benigna). La prostata è molto sensibile all’azione degli ormoni, come il testosterone. Con il passare degli anni, si verifica spontaneamente un ingrossamento della ghiandola, in seguito alle variazioni ormonali che si verificano nel testicolo (diminuisce la produzione di androgeni e inizia il rilascio di piccole quantità di ormoni estrogeni). L’iperplasia prostatica benigna può comprimere l’uretra e creare problemi nel passaggio dell’urina.

  • Difficoltà a urinare (esitazione);
  • Stimolo frequente a urinare, specialmente di notte (nicturia);
  • Difficoltà a mantenere un flusso costante di urina (il flusso è debole, intermittente o persiste la sensazione di non riuscire svuotare la vescica in modo completo);
  • Dolore o bruciore durante la minzione;
  • Sangue nelle urine o nello sperma;
  • Disfunzione erettile (impotenza);
  • Eiaculazione dolorosa;
  • Disagio nella zona pelvica;
  • Stanchezza, perdita di appetito e malessere generale;
  • Dolore generalizzato a schiena, fianchi o bacino.

Il tumore alla prostata può causare complicazioni sia nelle immediate vicinanze, sia nel resto del corpo. Questeincludono:

Dati alla mano, si calcola che ogni italiano con più di 65 anni abbia circa il 3% di probabilità di morire a causa di un cancro della prostata. Per questo, è bene non abbassare la guardia: intervenire per tempo significa maggiori possibilità di estirpare o contenere la malattia.

Alcune condizioni precancerose hanno il potenziale di evolvere in tumore alla prostata, anche se questo deve ancora essere stabilito con certezza:

Se il tumore è localizzato entro la prostata e l’aspettativa di vita è superiore ai 10-15 anni, a prescindere dall’età anagrafica e considerando le eventuali malattie concomitanti, si possono proporre opzioni terapeutiche curative, con tassi di guarigione a cinque anni di oltre il 90 percento. Al contrario, non è logico proporre una terapia curativa ad un signore di 75 anni in scadenti condizioni generali. Arrivato alla sua età, la lenta progressione di questa neoplasia, specie se localizzata, fa sì che questi abbia molte più probabilità di morire con piuttosto che per il carcinoma. Quasi come un portatore sano della malattia.

Significa controllare l’evoluzione della malattia nel corso degli anni, senza intervenire con una terapia immediatamente, ma solo al progredire del tumore. Il carcinoma prostatico è infatti un tumore a lenta crescita e molti uomini di età avanzata non moriranno mai a causa del carcinoma ma a causa di altre malattie come portatori sani del tumore stesso, che non avrà avuto il tempo di manifestarsi clinicamente.

La prostatectomia radicale rimane l’opzione terapeutica che offre le migliori possibilità di guarigione a lungo termine. Se confrontata con altre modalità terapeutiche come la radioterapia, l’intervento chirurgico presenta il vantaggio di poter ottenere una stadiazione patologica dettagliata tramite l’esame istologico dell’organo asportato. Nel caso l’esame istologico definitivo indichi la presenza di un carcinoma prostatico localizzato (confinato all’interno della capsula prostatica), la sopravvivenza libera da recidive a 10 anni è superiore al 90 percento.

La chirurgia, la radioterapia e la cosiddetta vigile attesa.

Chi sono i pazienti candidati per l’intervento chirurgico di prostatectomia radicale ?

Come incidono l’età e le condizioni di salute della persona affetta sulle decisioni terapeutiche ?

Come si fa ad essere sicuri che il carcinoma prostatico è allo stadio iniziale ?

Se ha eseguito le visite urologiche ogni anno a partire dai 50 anni, si tratterà molto probabilmente di un tumore in stadio iniziale, da cui potrà guarire. Per decidere la terapia più appropriata bisognerà considerare lo stadio ed il grado del tumore, l’età e le condizioni di salute della persona affetta.

In cosa consiste l’intervento chirurgico per il carcinoma della prostata ?