Tumore alla prostata: sintomi, sopravvivenza e cura

La percentuale di sopravvivenza a 5 anni è, infatti, di oltre il 99%.

  • estensione del tumore all’interno della prostata,
  • eventuale coinvolgimento dei linfonodi situati nelle vicinanze della prostata,
  • la diffusione del tumore in organi distanti (metastasi).

Il tumore prostatico metastatico non è curabile ma, nonostante ciò, la maggior parte dei pazienti ha la stessa aspettativa di vita dei soggetti senza tumore della prostata di pari età e in condizioni generali simili.

I pazienti con cancro alla prostata devono essere ovviamente seguiti nel tempo.

A volte, tuttavia, il tumore cresce rapidamente, potendo diffondersi anche al di fuori della prostata. Può succedere quindi che il tumore dia sintomi quando ha ormai sviluppato metastasi. Queste ultime si riscontrano più comunemente nei seguenti organi:

I soggetti affetti da cancro, inoltre, tendono a sviluppare anemia, i cui sintomi sono:

La prognosi dipende dal grado istologico e dalla stadiazione del tumore.

Quando presenti i sintomi caratteristici del tumore alla prostata sono:

I sintomi sono simili a quelli dell’ipertrofia prostatica benigna, dal momento che in entrambi casi la sintomatologia è dovuta alla compressione esercitata dalla prostata ingrossata sull’uretra. Si tratta quindi di due condizioni importanti da differenziare, con prognosi e trattamenti sensibilmente differenti.

  • l’esplorazione rettale,
  • il controllo del PSA con un prelievo del sangue,
  • l’eventuale biopsia.

Il primo esame con cui si valuta la salute della prostata è l’esplorazione rettale, condotta attraverso l’inserimento di un dito coperto da un guanto e successivamente lubrificato all’interno del retto del paziente, al fine di valutare la dimensione della ghiandola.

Quando la massa aumenta di volume compaiono sintomi urinari:

Secondo recenti statistiche in Italia un uomo su 16 sviluppa il tumore nel corso della propria vita, ma in base a fonti americane relative agli anni 2003-2009 la sopravvivenza a 5 anni è di oltre il 99%.
Fonti:

Le cause esatte alla base della comparsa del cancro alla prostata non sono ancora del tutto chiare, ma esistono alcuni fattori di rischio noti; un fattore di rischio è un qualcosa che aumenta la possibilità di sviluppare un disturbo o una malattia, ma la loro presenza non implica necessariamente la comparsa del problema.

  • L’invecchiamento è il più importante fattore di rischio per il cancro della prostata, uomini con 50 anni o più sono associati a un rischio maggiore.
  • La famigliarità può avere un certo peso; se i famigliari più stretti (padre e fratello) hanno un tumore alla prostata il rischio per il soggetto è 2-3 volte superiore alla media.
  • Anche la dieta può anche essere un fattore rilevante: gli uomini che mangiano grandi quantità di grassi animali, in particolare provenienti da carne rossa, sono associati a un rischio maggiore.

Nelle sue fasi iniziali il tumore della prostata è asintomatico e viene diagnosticato in seguito alla visita urologica, che comporta

I sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna o di altri problemi possono essere simili a quelli del cancro alla prostata e per questo è bene essere seguiti dallo specialista (urologo) in caso di disturbi di qualsiasi genere.

Il cancro della prostata fortunatamente di norma cresce molto lentamente e la maggior parte degli uomini colpiti, che hanno mediamente più di 65 anni, riusciranno a sopravvivere al tumore.